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NAPOLI – Si parte dalla voglia di essere motore di una società inclusiva e partecipata e lo si fa guardando le basi del Paese, dalla Costituzione. È così che le organizzazioni del terzo settore della Campania che fanno rete Cnca (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti) hanno lanciato oggi il nuovo ponte di collaborazione con le istituzioni del territorio a partire dal Comune di Napoli. Un “patto per l’amministrazione condivisa” nei quartieri e nei Comuni della Città Metropolitana condivisi con il sindaco Gaetano Manfredi per trovare una strada comune.

La ricerca parte dalla provocazione della Cnca Campania che intitola l’incontro “Sana e robusta Costituzione?” e sottolinea come a 75 anni dall’entrata in vigore della Costituzione Italiana dobbiamo tutti riconoscere che i principi e diritti fondamentali in essa sanciti sono “traditi”, partendo dall’analisi dell’articolo 1: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. “Sempre meno persone – sottolineano i soggetti del Terzo Settore di Napoli – votano e di fatto gli istituti predisposti per ossigenare la democrazia sono in profonda crisi (dal Parlamento alle Municipalità), come pure partiti e sindacati. Soprattutto, a non votare e a non impegnarsi sono i penultimi, gli ultimi, i vulnerabili, che non si sentono visti e riconosciuti dalla politica e dai “centri” e che, in questa disuguaglianza di riconoscimento, tendono a essere attratti dal rancore piuttosto che dalla cura. Anche a Napoli, le ultime amministrazioni sono state elette con una partecipazione al voto che si è attestata intorno al 50 per cento degli aventi diritto. Crediamo che questo tema, l’intervenire per recuperare e arginare tale cesura, sia uno dei compiti principali di chi oggi governa. Soprattutto in una città che deve fare i conti con povertà e vulnerabilità diffuse che incidono in modo dirimente sul suo sviluppo”.

“Percepiamo – spiega Salvatore Fedele, presidente della cooperativa sociale Irene 95 e di Cnca Campania – un forte rischio di arretramento dei diritti individuali e collettivi e al tempo stesso viviamo la necessità di nuovi approcci e politiche su cui investire oggi per generare futuro. Ecco perché il CNCA Regionale rilancia il tema delle comunità accoglienti. Abbiamo la necessità di ripensare lo sviluppo, anche quello economico, in una chiave collettiva sostenibile da un punto di vista ambientale e sociale. Uno sviluppo socio-economico basato sulla capacità di prendersi cura delle persone, delle comunità e dell’ambiente. Con una diversa concezione della spesa sociale: non più intesa come costo ma come investimento, premessa e condizione essenziale per lo sviluppo anche economico. E su questo proponiamo al comune di Napoli un patto di amministrazione condivisa sulle politiche di welfare, che ci veda non meri erogatori di servizi o agenti delegati ma protagonisti competenti e riconosciuti dei necessari processi di cambiamento”.

Una proposta di patto che viene ben accolta dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, presente insieme all’assessore al welfare Luca Trapanese: “Questo del Cnca – spiega Manfredi – è un contributo molto positivo e apre un dialogo molto importante per il Comune di Napoli. Ascoltiamo le esperienze e i suggerimenti dal Terzo Settore e dal volontariato che sono cruciali per noi. I temi dell’accoglienza oggi sono sul tavolo nazionale del Governo, Napoli su questo tema rappresenta un luogo che affronta criticità ma anche sperimentazioni positive. Questo passaggio di lavoro insieme alle associazioni serve proprio per migliorare gli atti di welfare nella nostra città. Quindi questo patto lo sposo, partiamo da un approccio amministrativo che prepariamo nelle prossime settimane e poi ci rivedremo per ufficializzarlo e andare davvero avanti insieme. La logica deve essere di passare dai progetti al partenariato fisso. Usciamo da progetti estemporanei ma passiamo a una selezione di partenariato, entrando in continuità di esperienze in alcuni territori, partenariati permanenti di 3-5 anni almeno”.

Nel concreto dell’azione, hanno sottolineato i membri del Cnca, basta guardare i dati di oggi legati all’articolo 2 della Costituzione: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. “La Costituzione – sottolineano dal Cnca nel loro documento – intende non la declamazione astratta ma l’effettiva esigibilità dei diritti dell’uomo e non dei soli cittadini! Per fare qualche esempio, in Italia, da decenni non si costruiscono più alloggi pubblici, né si mettono in campo norme per calmierare gli affitti delle case, contenere gli sfratti, dare effettivamente una casa dignitosa a tutti quelli che ne hanno bisogno. L’evasione scolastica è crescente e la scuola svolge sempre meno il ruolo di integrazione e riequilibrio sociale che la Costituzione le assegna. L’efficacia dei servizi sanitari è a macchia di leopardo e l’assistenza pubblica – che in Italia è uno dei meriti della Repubblica – in realtà tutela soprattutto coloro che sono capaci di accedere ai servizi privati, soprattutto per i tempi di effettiva erogazione delle cure. A Napoli nell’ultima graduatoria per gli aventi diritto alla casa popolare risultano oltre 8.700 domande. In città almeno 40.000 persone abitano nei bassi, a parte le oltre 2.000 persone ROM e un altro paio di migliaia di persone che vivono in alloggi del tutto impropri. I dati della dispersione scolastica per la Campania parlano da soli. Il 30% degli studenti degli istituti superiori, infatti, non riesce a conseguire il diploma. A Napoli sono il 35% e ancor di più negli istituti tecnici, d’arte e professionali. La dispersione si concentra nel primo anno, con una percentuale del 16,1% a Napoli. Il dato complessivo è che il 23% dei giovani tra 18 e 24 anni sono del tutto emarginati: non lavorano, non studiano, né sono in corsi di formazione professionale”. Tante sfide che il terzo settore e l’amministrazione pubblica affrontano giorno per giorno e che ora devono sentirsi pronti a farlo unendo le forze: “Per questo oggi auspichiamo – spiega Giovanni Laino, vicepresidente dell’Associazione Quartieri Spagnoli – un patto che superi il livello del solo ascolto consultivo, con la disponibilità da parte dell’Amministrazione a condividere il quotidiano potere sugli indirizzi e sull’uso delle risorse dedicate”.

“Sentiamo fondamentale – sottolinea Angelica Viola, socia fondatrice della cooperativa sociale L’Orsa Maggiore e componente dell’Esecutivo Nazionale del CNCA – che dai territori, e in particolare dalla città di Napoli, le politiche di welfare, insieme a quelle di contrasto delle povertà e delle disuguaglianze, vengono assunte come asse prioritario e trasversale dell’agire amministrativo, come bene comune che riguarda l’insieme della comunità in quanto unica possibile chiave per costruire benessere e sicurezza collettiva. Proponiamo al Comune, nella chiarezza e nel mantenimento della sua funzione di governo e coordinamento dei servizi  di definire un “patto di amministrazione condivisa” con la nostra organizzazione e di realizzare una sinergia progettuale ed operativa che veda anche un dialogo continuo con Assessori e Dirigenti afferenti ad altre aree che pure sono implicate nelle pertinenti politiche di welfare, dai giovani ai beni confiscati, dai parchi ai beni comuni e all’urbanistica.

Il Cnca in Campania comprende una rete di 12 soggetti del Terzo settore: Associazione Quartieri Spagnoli, Cooperativa sociale Bambù, Cooperativa sociale Dedalus, Cooperativa sociale Il Grillo Parlante, Cooperativa sociale Il Millepiedi

Cooperativa sociale Irene ’95, Cooperativa sociale L’Orsa Maggiore, Cooperativa sociale La Locomotiva, Cooperativa sociale Progetto Uomo, Cooperativa Sociale Un Fiore per la Vita, Comunità di Capodarco Teverola, Associazione Maria Fanelli.

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