NAPOLI – Il Comune di Napoli avvia una sinergia con le scuole cittadine per contribuire al contrasto della violenza di genere e al superamento degli stereotipi. Il progetto educativo “Coscienza Comune” è stato presentato questa mattina dall’assessora all’Istruzione e alle Famiglie Maura Striano, dall’assessora allo Sport e alle Pari Opportunità Emanuela Ferrante e dalla consigliera comunale Anna Maria Maisto, presidente della Consulta delle Elette, nel corso di un incontro con i dirigenti delle scuole cittadine che si è tenuto nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo.

Il progetto è stato promosso dalla Consulta delle Elette e ha l’obiettivo di accompagnare studentesse e studenti in un percorso che porti ad una presa di coscienza dei ruoli e delle relazioni di genere, inquadrandoli nel contesto storico, sociale e culturale. Si punterà, inoltre, al raggiungimento di una maggiore consapevolezza rispetto alle forme di violenza economica, fisica o psicologica che si possono innestare in un quadro di relazioni non corrette.

La decisione di coinvolgere direttamente le scuole nasce da un’analisi sugli stereotipi di genere tra i giovani. L’indagine sullo “Stato dell’adolescenza 2023” condotta dal Cnr segnala come solo il 22,2% degli adolescenti sia esente dalla stereotipia di genere, mentre il 29,3% ne presenta un medio-alto livello e il 48,5% un basso livello. L’aspetto formativo è determinante al fine di creare quella “Coscienza Comune” che non è solo un antidoto alla violenza di genere, i cui casi si ripetono con drammatica frequenza, ma anche uno stimolo ad una crescita socio culturale ed economica. Basti pensare al divario salariale tra uomini e donne e alla scarsa presenza di donne in numerosi ambiti delle attività umane come dimostra il gender gap che si registra in Italia per quanto riguarda le lauree STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Non a caso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza inserisce la parità di genere tra le priorità dell’asse strategico dell’inclusione sociale.

Nel progetto “Coscienza Comune” saranno coinvolte studentesse e studenti delle scuole secondarie di I e II grado. Gli istituti scolastici che aderiranno potranno approfondire una specifica tematica tra coscienza di sé, coscienza storica, critica, pubblica e civica. Insieme agli esperti del Comune, inoltre, dovranno co-progettare delle azioni o dei prodotti creativi (rappresentazioni teatrali, cortometraggi, reportage giornalistici, mostre, flash mob) che sintetizzino le riflessioni svolte sulla tematica scelta.

Le attività laboratoriali nelle scuole si svolgeranno da gennaio a maggio. Previsti anche incontri tematici con esperti. A giugno prossimo ci sarà una rassegna dei prodotti finali.

“Avviamo un percorso che abbiamo chiamato ‘Coscienza comune’ perché – ha spiegato l’assessora Striano – consente ai ragazzi di prendere coscienza di quelli che sono gli stereotipi di genere e di quelle che sono le conquiste che le donne hanno raggiunto nella storia, ma anche del rischio di perdere tutto quello che è stato ottenuto. Realizziamo insieme alle scuole dei progetti i cui risultati saranno condivisi con gli istituti partecipanti e saranno poi messi a disposizione anche delle altre scuole”.

“Rispetto al fenomeno della violenza di genere – ha osservato l’assessora Ferrante – abbiamo capito che oltre ad attivare tutte le forme di tutela per le donne che ne sono vittime, si deve intervenire molto prima se si vuole interrompere il fenomeno. Ci sono episodi che sono forme di violenza che, però, non tutti i bambini e i ragazzi riconoscono come tali. È importante, quindi, parlare con loro e lavorare con la loro sensibilità”.

“Questo progetto – ha spiegato la consigliera Maisto – è stata una delle prime proposte che ho presentato come Presidente della Consulta delle Elette e il suo avvio dimostra la sensibilità politica e soprattutto umana dell’Amministrazione Manfredi rispetto a temi che sono una piaga della nostra società come la violenza sulle donne e la disparità di genere. È un progetto che mira alla prevenzione perché solo prevenzione e repressione insieme possono tentare di risolvere questo problema. Bisogna entrare nelle scuole e formare i giovani al rispetto della libertà dell’altro”.

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