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NAPOLI – Non solo nella scuola, ma anche in altri ambiti, come quello lavorativo, aumentano le tutele delle persone con DSA DSA – Disturbi Specifici dell’Apprendimento – che comprendono dislessia, disgrafia, discalculia, disortografia e disprassia, sono delle neurodiversità innate che, manifestandosi nelle modalità di apprendimento con difficoltà
nella lettura, nella scrittura, ecc, solitamente vengono rilevate e diagnosticate nel periodo scolare dei bambini, ma permangono nel corso della vita.

Secondo le proiezioni nel nostro Paese, presumibilmente dal 3 al 5% della popolazione tra i 15 e i 64 anni (che è il 63,8% della popolazione), avrà un DSA. Nonostante ciò, finora l’attenzione ai bisogni delle persone con DSA si è concentrata soprattutto nell’età scolare, mentre ci sono punti nodali della vita delle persone con Disturbi Specifici dell’Apprendimento che andrebbero supportati allo stesso modo, con adeguate tutele, rispetto alle tappe di vita professionale, ad esempio, ma non solo.

Per questo motivo, anche a livello legislativo, stanno aumentando le tutele per le persone con DSA, allargandole non solo all’ambito scolastico – primo settore ad aver previsto interventi dedicati a bambini e ragazzi – ma considerando anche l’età adulta delle persone con dislessia e altri DSA, grazie ai recenti ampliamenti della norma in questo senso. Sono di recentissima applicazione alcune normative che tutelano le persone con DSA assicurando
loro gli strumenti adeguati, ad esempio, in sede di colloqui di lavoro, esame di
guida, partecipazione a prove di concorso.

Si riportano, quindi, di seguito le attuali normative in vigore a tutela delle persone con DSA sui fronti scuola, lavoro e società.

SCUOLA:  Legge n. 170 dell’8 ottobre 2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici
di apprendimento in ambito scolastico”. A fare da apripista in tema di DSA e diritti è la legge n.170 dell’8 ottobre 2020, che tutela il diritto allo studio di alunni e studenti dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado. Nello specifico, questa legge, riconoscendo dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia quali disturbi specifici dell’apprendimento, definisce il diritto allo studente con diagnosi di DSA a poter utilizzare strumenti compensativi e dispensativi che “sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria”. Tali strumenti devono essere inseriti all’interno del PDP (Piano Didattico Personalizzato) dello studente, ovvero il progetto educativo che viene redatto
sulla base delle potenzialità dello studente e sugli obiettivi educativi raggiungibili.

LAVORO: Legge 25/2022 (articolo 7 comma 2 bis e seguenti). Nel 2021 vengono introdotte delle novità che allargano i diritti delle persone con DSA in ambito lavorativo, dando agli interessati la possibilità di dichiarare o non dichiarare la loro caratteristica, al fine di accedere ad alcuni strumenti e tutele.

L’articolo 7 comma 2 bis e seguenti della legge 25/2022 prevede per i lavoratori con DSA:
– Divieto di essere discriminati nei luoghi di lavoro;
– Possibilità, nei colloqui di lavoro e per i lavoratori con DSA già assunti,
richiedere l’uso di computer con sintesi vocale, calcolatrice, schermi e
formulari, tempo in più per i test di selezione scritti
– Possibilità, per i lavoratori con DSA, di richiedere accomodamenti
ragionevoli.

PATENTE DI GUIDA:  Decreto Ministeriale 6/2021. Di recente approvazione, la possibilità, per i candidati di DSA di accedere a misure compensative durante l’esame di teoria della patente di guida. Nello specifico, è previsto che il candidato possa:
– avere 40 minuti di tempo anziché 30;
– utilizzare il file audio dei quiz sottoposti.

CONCORSI PUBBLICI: Decreto interministeriale 12 novembre 2021. L’ultimo intervento normativo in ordine di tempo è il decreto 12 novembre 2021, che attua la legge 113/2021, a firma del Ministero per la Pubblica amministrazione, del Ministero per le Disabilità e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Tale decreto prevede che il candidato con diagnosi di DSA possa:
– sostituire le prove scritte con un colloquio orale oppure
– utilizzare strumenti compensativi per le difficoltà di lettura, di scrittura e
di calcolo, ovvero:
• programmi di video scrittura con correttore ortografico o il dettatore vocale,
nei casi di disgrafia e disortografia;
programmi di lettura vocale, nei casi di dislessia;
• la calcolatrice, nei casi di discalculia;
• ogni altro ausilio tecnologico giudicato idoneo dalla commissione
giudicatrice.
– usufruire di un prolungamento dei tempi stabiliti per lo svolgimento
delle prove.
Il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania, l’avvocato Paolo Colombo, dichiara: “si ampliano le tutele delle persone con DSA ma occorre che in concreto i diritti siano realmente rispettati”.

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