SCAFATI (SA) – Sversamento di rifiuti, furti di mezzi agricoli, piante e ai danni degli ortolani che, in più occasioni, sono stati derubati di portafogli ed oggetti personali. L’ultimo episodio nel pomeriggio di oggi, intorno alle 14:30, all’interno del Fondo agricolo “Nicola Nappo” di Scafati. A denunciarlo, in una nota, il presidente di Alpaa e dell’Ats “Terra Viva”, che lo gestisce, Giuseppe Carotenuto, il segretario generale Flai-Cgil Nazionale, Giovanni Mininni e il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci.

Questa volta a finire nel mirino di chi non vuole che la parola legalità si diffonda sul territorio di Scafati, è stato uno dei manufatti presenti all’interno del bene confiscato gestito dall’Ats “Terra Viva” – con Cgil, Flai Cgil, Finetica e Arci Ferro 3.0 – che recentemente ha ottenuto, attraverso il Comune di Scafati, un finanziamento di circa un milione di euro proprio per io recupero di questi fabbricati presenti all’interno del fondo agricolo appartenuto al clan Galasso. Ignoti hanno sfondato una delle porte di ingresso portando via un motosega ed un impianto audio.

“Quello di oggi – dicono Carotenuto, Mininni e Ricci – è solo l’ennesimo episodio di danneggiamento che subiamo e che subiscono i nostri attivisti e gli ortolani. Nelle scorse settimane abbiamo registrato il furto dei tavoli dall’area pic nic e di alcuni attrezzi agricoli. In qualche caso a subire danni sono stati anche i nostro attivisti, che hanno subito il danneggiamento delle loro auto mentre si trovavano nel fondo agricolo. È chiaro che si sta passando dalle minacce ai danneggiamenti con il chiaro obiettivo di farci andare via. Ma se pensano di intimidirci, noi non arretreremo di un passo. Se necessario, doteremo il fondo di un impianto di videosorveglianza, ma i nostri cancelli resteranno sempre aperti a tutti. Chiediamo però alle forze dell’ordine di vigilare con maggiore forza affinché episodi del genere non avvengano più. Perché non siamo di fronte ad episodi di vandalismo ma – denunciano – a dei chiari messaggi da parte chi non vuole che in questo territorio si pratichi la legalità con iniziative concrete come quelle che da anni si svolgono su uno dei beni confiscati più grandi della provincia di Salerno”.

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