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TORRE DEL GRECO – “Stabilire una linea di indirizzo inclusiva, ritenendo prioritario il diritto della persona con disabilità, il sostegno alle fragilità in generale e nello specifico il sostegno alle famiglie delle persone in condizione di disabilità gravissima, che assicuri a tutti gli aventi diritto il medesimo accesso al contributo”. È il concetto alla base della delibera approvata dalla giunta di Torre del Greco, guidata dal sindaco Luigi Mennella, su indirizzo dell’assessore alle politiche sociali Mariateresa Sorrentino, con la quale l’esecutivo ha fornito il proprio “atto di indirizzo alla corresponsione dell’assegno di cura in favore delle famiglie con disabilità gravissima” alla dirigente Claudia Sacco.

Tutto parte, come si legge nell’atto, dalla delibera di giunta regionale che ha “promosso un programma di assegni di cura per favorire la permanenza a domicilio dei non autosufficienti in condizione di disabilità grave o gravissima che necessitano di assistenza continua 24 ore al giorno, delegando al Comune di Torre del Greco (Ambito N31) l’esecuzione sia degli adempimenti legati alla fase valutativa che quelli legati all’amministrazione, gestione e liquidazione del fondo”. A seguito di ciò, il Comune di Torre del Greco è stato ammesso ad un finanziamento pari a 1.183.733,01 euro che, come spiegano dall’ente, risulta “non essere sufficiente a consentire la corresponsione delle dodici mensilità di assegno di cura all’intera platea dei 133 aventi diritto gravissimi”, tanto che inizialmente era stata fatta richiesta di 1.743.600, 00 euro.

Sulla base del fatto che “gli assegni di cura costituiscono un supporto alla persona non autosufficiente ed alla propria famiglia, e che sono da intendersi come un contributo economico onnicomprensivo per sostenere economicamente i familiari che sostengono direttamente e indirettamente i congiunti che si trovano in condizioni di malattia e di non autosufficienza grave/gravissima”, la giunta guidata dal sindaco Mennella ha dato mandato agli uffici servizi sociali e ufficio di piano “di reperire la somma integrativa tra le risorse proprie dell’ente, ovvero derivanti da finanziamenti europei, statali o regionali a tanto destinabili, in primis rimodulando le economie del fondo nazionale politiche sociali 2018, 2019, 2020 al fine di garantire la copertura totale alla corresponsione delle dodici mensilità agli utenti aventi diritto”.

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