NONNO – “La legge Severino è una legge sbagliata.

La reputo ingiusta, ma da uomo delle istituzioni la rispetterò”, sono queste le parole di Marco Nonno, analizzando l’attuale quadro di legge da cui dipende il suo futuro in Consiglio Regionale.

Il commento giunge all’indomani del rinvio delle votazioni sulla sospensione della carica in Consiglio regionale.

Solo sette consiglieri presenti su diciassette del Consiglio per le Elezioni in Giunta.

Nonno è stato intervistato nel corso della trasmissione Studio Mattina (Canale 9) dal direttore di Sicomunicazione Marco Caiano e con lui ha ripercorso le vicende legate alle proteste contro la discarica di Pianura del 2008. Proteste che hanno innescato una lunga vicenda giudiziaria nei confronti dell’attuale Consigliere regionale.

“Ciò che mi è successo è stato un fardello sul collo che mi ha condizionato la vita”, sottolinea Marco Nonno. Ad oggi per il consigliere di Fdi, assolto dalle accuse di devastazione, pende il procedimento relativo a resistenza a pubblico ufficiale.

“Reputo la legge Severino ingiusta – spiega Nonno – perché io ho avuto la revoca dell’interdizione dai pubblici uffici, ho una pena sospesa che comunque ho scontato a casa con i domiciliari.

Ci sono, poi, una serie di situazioni che minano la liberà personale. In Italia esiste la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Ho chiesto alla giunta delle elezioni della Regione Campania di esaminare il ricorso”.

Sulla vicenda nelle scorse ore è intervenuto con un commento anche il leader di Fdi: “Anche Giorgia Meloni ha detto che Marco Nonno ha tutto il diritto di fare prima il ricorso – sottolinea il consigliere regionale – Il partito è stato al mio fianco. Noi siamo garantisti”.

Nel corso dell’intervista spazio anche a un commento sulla crisi della destra. Nonno non nasconde critiche alle scelte di Maresca che si è affidato al civismo.

“Il limite, ma anche la forza della destra napoletana sta nella ricerca di un leader, Catello Maresca praticamente si è impegnato a perdere da solo le elezioni che aveva matematicamente già vinto. Non ha ascoltato i territori”.

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