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NAPOLI – “Dopo 12 anni di gestione da parte di Arcigay, ci siamo proposti di essere protagonisti nell’organizzazione del Napoli Pride: nessuno dovrà più sentirsi escluso come è capitato a noi”, dichiara il POV – Pride of Voguing, un coordinamento costituito da associazioni, sindacati, gruppi di PR, locali ricreativi, esercenti e attivisti LGBT storici e recenti che mettono le proprie competenze al servizio del progresso inclusivo di Napoli.
“Ogni persona che si autodefinisce parte della nostra comunità e lo fa in modo pubblico è un militante che si espone a violenza, discriminazione e soprusi. Ogni singolo militante o collettivo queer rappresenta il PRIDE, e nessuno deve sentirsi escluso nel processo di costruzione della manifestazione. Chiunque potrà partecipare alla marcia o alla sfilata, offrendo diversi punti di vista sulla società arcobaleno di Napoli. Invitiamo chiunque desideri unirsi al nostro coordinamento, portando il proprio POV (punto di vista)”, affermano, fissando già la data per l’anno prossimo ossia il 27 giugno 2024, e la madre (non madrina), Priscilla, volto noto di “Drag race” su Real Time che ha accettato con grande entusiasmo questo ruolo di garante dei contenuti.
Hanno già scritto al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, chiedendogli di co-organizzare l’evento insieme. “Riteniamo che la Città di Napoli sia protagonista a livello internazionale per la sua capacità di realizzare servizi, ma sia incapace di valorizzarne i risultati e di affrontare sfide intersezionali con altri piani di lavoro della cittadinanza. Anche in questi anni si sono create contraddizioni dovute all’assenza di un piano strategico degli interventi, che in alcuni casi hanno alimentato scontri tra i principali rappresentanti dei gruppi, riducendo i bisogni delle persone più deboli a una semplice bega immatura. Lamentiamo una scarsa attenzione ai temi locali, la mancanza di obiettivi chiari da perseguire e monitorare, e l’assenza di un bilancio sociale partecipato e condiviso, nonché di una chiara griglia di obiettivi condivisi da realizzare entro tempi specifici e per target di beneficiari identificati”, si legge nella lettera indirizzata al sindaco.
La responsabilità dell’Arcigay Napoli è quella di aver rifiutato le tante richieste di collaborazione offerte un anno fa durante la conferenza stampa del Pride 2022. Gli organizzatori hanno scelto di rifiutare la nostra collaborazione e quella di altri gruppi, affermando di rappresentare “tutto” e hanno deciso di escludere dalle loro iniziative culturali le nostre esperienze che sono riconosciute eccellenze nelle politiche come Omovies, Omovies@school, corAcor – Napoli Rainbow Choir e “Questa Casa non è un Albergo – Rainbow Center Napoli”, insieme ad altri gruppi e personalità storiche della movida napoletana, per un semplice spirito di esclusione. Questa responsabilità deve segnare un punto di svolta: un Pride non deve dividere, ma unire; altrimenti, è solo un’iniziativa di parte, parziale e divisiva.
Il Pride rappresenta un senso di appartenenza e comunità, oltre ad essere una festa importante per coloro che non hanno avuto una vita felice. È ciò che ci proponiamo di fare da subito dopo il primo luglio, quando arriveranno dalla Croazia e dalla Spagna 30 giovani che si uniranno ai nostri italiani per un progetto Erasmus+ chiamato appunto PRIDE.
Siamo convinti di poter contribuire a cambiare il panorama delle libertà, e attendiamo con orgoglio una risposta che dimostri la disponibilità della città della Sirena Partenope e di San Gennà”, conclude la lettera.

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