NAPOLI – “Gli ultimi omicidi a Napoli ci annunciano una scia di faide e morti ammazzati per mano di camorra. Venerdì si è sfiorata un’altra tragedia a viale Margherita a Ponticelli. Purtroppo quello che avevamo previsto si sta drammaticamente realizzando, senza che nessuno riesca a porre rimedi”. Lo dice Catello Maresca, consigliere comunale di Napoli, in una nota a firma congiunta con Maurizio Lezzi e Stefano Marzatico, rispettivamente consiglieri della IX e della VI Municipalità, in merito all’omicidio di Andrea Covelli (rapito da un clan avverso e poi ritrovato cadavere a Pianura) e alla stesa di venerdì sera a Ponticelli. “Stiamo entrando in una fase simile a quella dei primi anni ‘80, in cui la provincia di Napoli contava tristi primati di omicidi di camorra – prosegue la nota – la situazione è chiarissima. E chi non vede o non vuole vedere è complice della malavita. Gruppi criminali si sono consolidati e organizzati sfruttando la congiuntura temporale di scarcerazioni eccellenti, la poca attenzione mediatica e la conseguente scarsa azione investigativa”. “Quando la camorra non spara è più pericolosa perché si sta organizzando: lo abbiamo sempre detto e oggi si sta realizzando. Molti soldi stanno per arrivare e questi gruppi ora hanno necessità di occupare gli spazi di territorio, ma soprattutto di potere. La questione va ben oltre le apparentemente banali, per quanto pericolose, contrapposizioni tra bande criminali per il controllo del territorio. La camorra dei colletti bianchi è pronta ad entrare in azione, appena l’ala militare dei clan avrà stabilito i giusti equilibri”. “Anche il sindaco Manfredi ha dovuto ultimamente ammetterlo: esiste una emergenza criminalità in città e bisogna intervenire a livello centrale. Occorre subito una legge speciale per Napoli, prima che la situazione diventi irrimediabilmente compromessa. La camorra deve capire subito che non ci sarà spazio per i suoi loschi affari e che il PNRR non sarà, come accaduto per il passato in situazioni emergenziali simili, un piatto succulento nel quale mangiare fino a strafogarsi”. La strategia da mettere in campo per Maresca “è una e noi abbiamo scritto metodi e strumenti. In primo luogo, deve essere riaffermato il primato della legalità attraverso il presidio del territorio, razionalizzando le risorse disponibili e impiegando se necessario l’esercito con regole di ingaggio chiare. Anche la polizia locale – con le sue oltre mille unità – in questo deve fare la sua parte, con le nuove dotazioni (taser/pistole a impulsi elettrici) che presto dovranno essere adottate. C’è bisogno poi di un profondo controllo sugli appalti per la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Da questo punto di vista segnali importanti arrivano dalle istituzioni con la decisione, adottata dal Consiglio comunale su nostra proposta, di istituire una sede distaccata del ministero per il Sud a Napoli, con funzioni di impulso e monitoraggio costante”. “Ma occorre ora far capire concretamente che non ci sarà spazio per i camorristi e i loro prestanome – conclude Maresca – che le procedure saranno controllate e assolutamente trasparenti. Il messaggio deve essere chiaro e ben visibile: via la camorra dalla nostra terra e giù le mani dal futuro dei nostri figli”.

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