NAPOLI – Illustrate nel corso della riunione presieduta da Vincenzo Solombrino le nuove disposizioni in materia di richieste di residenza o cambi di abitazione relativi ad alloggi dell’Edilizia Residenziale Pubblica elaborate dagli assessori alla Trasparenza Alessandra Sardu e al Patrimonio Enrico Panini in collaborazione con i dirigenti del Servizio Anagrafe Luigi Loffredo e del Servizio Politiche per la casa Natalia D’Esposito

Il tema, ha osservato il presidente Solombrino, è stato più volte esaminato in commissione su sollecitazione di diversi consiglieri comunali, in particolare per rispondere alle necessità di chi attende la residenza per ottenere servizi essenziali come l’assistenza medica o l’iscrizione dei figli a scuola. La problematica, diffusa in tutta Italia e in particolare nelle grandi aree metropolitane relativamente agli alloggi Erp, rientra nella previsione dell’art. 5 del Decreto Lupi che prevede l’impossibilità di chiedere la residenza per chi occupa abusivamente un immobile senza titolo. Ferma restando questa previsione, ha spiegato il dirigente Loffredo, la nota esplicativa elaborata dopo una serie di tavoli tecnici prende in considerazione tre situazioni tipo: quella delle richieste di residenza e/o cambi di abitazione in alloggi dove è già iscritto anagraficamente un soggetto/famiglia in possesso di regolare contratto o verbale di assegnazione; quella della richiesta in cui vi è l’iscrizione anagrafica ma manca il possesso di un titolo, ed è stata avviata la pratica di voltura o regolarizzazione in itinere; quella, infine, in cui la richiesta fa riferimento a soggetti/famiglia non è anagraficamente iscritto nè in possesso di regolare contratto o verbale di assegnazione.

Nel primo caso la richiesta di iscrizione o variazione anagrafica nel nucleo familiare dell’assegnatario residente nell’alloggio può essere presentata da tutti i soggetti che ne facevano parte originariamente o che vi sono successivamente entrati, esibendo il contratto o il verbale di assegnazione e dichiarando che il trasferimento avviene per motivi di assistenza o altro documentato motivo. Dopo il nulla osta trasmesso dal Servizio Politiche per la Casa all’Anagrafe, si provvederà all’iscrizione, con una risposta che dovrà essere fornita al richiedente entro trenta giorni. In assenza di contratto o verbale di assegnazione, dovrà essere esibito un bollettino di pagamento intestato al richiedente insieme al resto della documentazione già indicata per il primo caso. L’iscrizione anagrafica sarà autorizzata in questo caso esclusivamente ai coniugi, agli uniti civilmente e ai figli del richiedente che, qualora coniugati o conviventi, potranno chiedere l’iscrizione anche per i coniugi o conviventi e per i discendenti di primo grado in linea retta. Nell’ultimo caso, infine, non sarà possibile alcuna iscrizione anagrafica nell’alloggio pubblico.

Queste previsioni, hanno spiegato gli assesori Sardu e Panini, vengono incontro alle richieste di chiarimenti più volte sollecitati e consentono di alleggerire il carico di lavoro dell’Ufficio Politiche per la Casa che comunicherà direttamente con l’Ufficio Anagrafe. Per i consiglieri intervenuti – Esposito (Partito Democratico), Gaudini (Verdi-Sfasteriati), Guangi (Forza Italia), Langella e Zimbaldi (Dema) – che hanno esaminato e condiviso i contenuti della bozza, le previsioni sono esaustive delle molteplici situazioni che possono verificarsi rispetto alle richieste di residenze in alloggi ERP. Vanno invece risolte analoghe situazioni riguardanti gli alloggi di proprietà comunale che si trovano in altri Comuni e va sciolto il nodo di quanti, dopo il passaggio a Napoli Servizi della competenza sulla gestione del patrimonio, hanno chiesto di regolarizzare i pagamenti senza ottenere risposta.

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