NAPOLI – Giovedì 9 gennaio una delegazione dei Radicali per il Mezzogiorno Europeo si è recata in visita nelle carceri napoletane di Poggioreale e Secondigliano. Presenti anche il deputato di Radicali Italiani, Riccardo Magi (a Poggioreale) e il garante dei detenuti della città di Napoli, Pietro Ioia, alle sue prime visite in carcere dopo la recente nomina. Le due strutture presentano condizioni profondamente diverse e nel caso di Poggioreale sono apparsi evidenti i problemi legati al sovraffollamento, alla pulizia degli spazi e alla sanità erogata con tempi lunghissimi, un problema questo riscontrato anche a Secondigliano. Poggioreale ospita al momento 2080 detenuti laddove la capienza è di 1682 posti mentre gli agenti penitenziari sono 748. La visita ha evidenziato profonde differenze anche fra i singoli padiglioni del maggior carcere napoletano: se le condizioni del padiglione Firenze (quello dei nuovi arrivi) e del nuovo padiglione Genova sono apparse incoraggianti, ben diverso è stato l’impatto coi padiglioni Livorno e Milano. Qui infatti si trovano celle con finanche nove detenuti stipati in spazi angusti con letti a castello a tre piani; riscaldamenti non sempre funzionanti e acqua calda disponibile solo poche ore al mattino, fino alle 10 circa. Nel padiglione Milano appaiono gravissime le condizioni della struttura, delle celle e delle docce in comune, quasi completamente ammuffite e mal funzionanti. I detenuti hanno inoltre lamentato la presenza di topi e insetti negli ambienti. Situazione migliore a Secondigliano, una struttura più nuova che ospita 1422 detenuti in 1080 posti. Qui il sovraffollamento è mitigato dalla presenza di 180 semiliberi. Le stanze sono quasi tutte da due con in più la presenza di alcuni cameroncini che ospitano tre detenuti. La delegazione ha visitato anche il polo universitario presente nella struttura, dove i detenuti hanno la possibilità di studiare e di laurearsi. Attive, grazie alla collaborazione con la Federico II, otto facoltà. A Secondigliano vi sono 1100 agenti su 1080 di pianta organica ma a causa di mansioni diverse a cui molti sono destinati, ne sono presenti effettivamente appena 575. Al termine delle visite ispettive hanno rilasciato alcune dichiarazioni l’avvocato Raffaele Minieri, segretario dei Radicali per il Mezzogiorno Europeo e l’onorevole Riccardo Magi. Questa la loro dichiarazione congiunta: “Il Governo e il Parlamento dovrebbero essere capaci di prendersi carico di un problema effettivo, gravissimo, che lede la dignità delle persone detenute. Questo populismo spinto impedisce di rendersi conto che esiste un problema vero che tocca da un lato la carne viva delle persone detenute e dei loro familiari e dall’altro lato la polizia penitenziaria e l’amministrazione. Infatti la situazione di Poggioreale è disperata e richiede un interesse effettivo e non di mera propaganda nell’interesse di tutti. A Secondigliano la situazione è migliore, ma è evidente la difficoltà del personale che è di fatto inferiore a quello previsto dalla pianta organica perché impegnato in ulteriori incombenze. Siamo convinti che se l’opinione pubblica sapesse quali sono le reali condizioni del carcere si renderebbe conto che lì non si sta scontando una pena ma si sta ledendo la dignità dei detenuti e degli operatori. In ogni caso il principale obiettivo è ridurre il numero delle presenze. In tal senso intendiamo impegnare la magistratura di sorveglianza, anche con il supporto della Corte Cosituzionale, affinché faccia ciò che il legislatore per il momento non riesce a fare: dichiarare che la pena o è umana o non è”. Anche Pietro Ioia, garante dei detenuti della città di Napoli, è intervenuto al termine delle ispezioni rilevando che la struttura di Poggioreale è obsoleta e ha ribadito che andrebbe chiusa in quanto fatiscente e con enormi problemi legati alla sanità e al sovraffollamento, situazioni critiche che generano condizioni di ingiusta detenzione. Con l’occasione è stata anche annunciata la pubblicazione di report aggiornati su entrambe le strutture.

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