“Silvio Berlusconi ha scritto la storia. Premetto che non ho mai provato odio, rancore e invidia nei suoi confronti, anzi nell’unico mio incontro con lui, quando divenni Sindaco di Napoli e lui era Presidente del Consiglio, che avemmo a Palazzo Chigi lo trovai simpatico e cordiale. Non ho nemmeno mai sentito un suo dipendente parlarne male sul piano umano o come datore di lavoro. Nei momenti successivi alla morte poi c’è compassione, umanità e vicinanza ai familiari e ai cari del defunto. Ma avendo Berlusconi scritto un pezzo di storia importante degli ultimi 40 anni del nostro Paese, va ora giudicato dal popolo. Dal mio punto di vista ha scritto questo pezzo di storia senza luci e con tante tenebre. Il Berlusconi costruttore direttamente e per il tramite di persone e società a lui riconducibili ha intrattenuto rapporti con la mafia. Non è quindi un esempio di imprenditore che dovrebbe agire con trasparenza e nel rispetto della libera concorrenza. Berlusconi diviene grande comunicatore grazie soprattutto al rapporto con la politica dominante degli anni 80 e 90, in particolare socialisti e parte dei democristiani, dalla quale ottiene leggi ad personam che gli consentono di costruire un sistema oligopolistico di giornali, radio e televisioni che saranno determinanti nel suo successo in politica. Sicuramente, poi, l’attenzione riservata dai magistrati a Berlusconi non è stata altrettanto zelante per altri politici e non c’è dubbio che un pezzo di magistratura applaudiva quando si indagava su Berlusconi ed ostacolava chi osava indagare troppo a sinistra.

Ma non si può parlare di persecuzione nei suoi confronti. Con le leggi ad personam che ha ottenuto e le protezioni immunitarie varie l’ha fatta quasi sempre franca. Forza Italia, il suo partito personale, nasce poi sulle macerie dei grandi partiti nazionali che sono stati travolti da tangentopoli. Forza Italia sorge anche dopo le stragi di cosa nostra del 1992/93 quando con la trattativa tra pezzi di stato e cosa nostra la mafia cerca e ottiene muove interlocuzioni politiche. Berlusconi è anche fieramente piduista e poi il fondatore di Forza Italia, il suo braccio destro Marcello Dell’Utri, è stato condannato per mafia.

La morte di Berlusconi è più veloce della lentezza e del superamento degli errori della magistratura così che forse non sapremo mai di un suo eventuale coinvolgimento diretto negli anni più bui del passaggio dalla prima alla seconda repubblica. Berlusconi politico è poi l’antitesi della Costituzione e anche l’anticristo se leggiamo il Vangelo. Dicono i suoi discepoli serventi che egli sia stato un liberale, penso sia falso.

È stato una delle principali espressioni invece del neoliberismo italiano. Un grande comunicatore che ha sempre teorizzato il dominio del denaro sulla persona, del privato sul pubblico, dell’io rispetto al noi. Un uomo che ha sempre pensato che ogni essere umano abbia un prezzo, fino ad arrivare allo scempio più indegno del mercimonio del corpo femminile. Un edonista satrapo senza scrupoli ma per questo anche tanto invidiato. Ha costruito il modello della felicità fondato sull’apparenza, sul denaro, sul potere, sulla furbizia, sulla prevalenza dell’avere rispetto all’essere. Altro che liberale. Amico di Putin, Erdogan, Trump, Gheddafi, più che un democratico liberale è stato un aspirante presidente della repubblica di gelliana impostazione: concentrazione del potere in maniera verticistica, controllo della stampa e della magistratura, repressione del dissenso.

Ma ci sta che nel paese della normale devianza, dove i normali diventano sovversivi ed i deviati normali, si sia attivato ora il processo di santificazione di Silvio Berlusconi: funerali di Stato con tutto il potere ai piedi della bara, elogi da monarchia decadente in quasi tutti i media italiani, addirittura tre giorni indegni di lutto nazionale. Questo è stato il berlusconismo ed onore quindi al suo fondatore che tanti lo hanno inseguito anche in una pseudo-sinistra: meglio quindi l’originale alla fotocopia ed è anche per questo che il centro-sinistra in Italia è stato in questi ultimi decenni a dir poco imbarazzante. Sono stato sempre coerente nella vita nei valori in cui credo ed è per questo che riconosco a Berlusconi la sua coerenza, totalmente differente dalla mia, ma uomo coerente.”
Luigi de Magistris sui social network

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