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NAPOLI – “Per averci creduto”. E’ il tema del convegno, promosso dal consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle, Michele Cammarano, contro la violenza sulle donne che si è svolto in queste ore nell’Aula Multimediale della Sede del Consiglio Regionale della Campania, al Centro Direzionale di Napoli.

“La cosa grave – ha spiegato Cammarano – è che la violenza contro le donne è all’ordine del giorno. Le notizie di questi giorni ci danno la misura di ciò che sta succedendo. Una civiltà come la nostra non dovrebbe poter accettare più questa situazione”.

All’iniziativa, nel corso della quale è stato presentato il cortometraggio, ispirato alla storia vera di una violenza sessuale su minore, tratta dal libro “Per averci creduto”, ha preso parte anche la psicoterapeuta e scrittrice Sandra Pagliuca.

“Parlo – ha detto Pagliuca – come ex vittima che poi è diventata professionista. Racconto le infinite difficoltà delle vittime. I tempi che attualmente la legge prevede, 1 anno dal codice rosso in avanti, non sono in grado di tutelare le vittime”.

Al tavolo dei relatori la Vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania, Loredana Raia, i consiglieri regionali Severino Nappi (Lega), Bruna Fiola (Pd) e Roberta Gaeta (Demos).

“Sono necessarie modifiche alle norme, ma prima di chiedere pene e leggi più severe andrebbero applicate quelle esistenti. Ci sono troppi eventi drammatici, che non sempre finiscono con un’uccisione e che però sono annunciati nel tempo attraverso segnali che dopo risultano sempre chiari”. Così la consigliera regionale di Demos-Europa Verde, Roberta Gaeta, che è intervenuta al convegno sul contrasto alla violenza di genere sulle donne, dal titolo ‘Per averci creduto’, che si è tenuto nell’aula multimediale del Consiglio regionale della Campania.

“C’è bisogno di una svolta culturale e di grandissima attenzione da parte dell’opinione pubblica – spiega Gaeta – non solo in occasione di eventi tragici. C’è bisogno di un’organicità degli interventi, di una programmazione costante, di azioni e fondi strutturali. Serve anche formazione delle forze dell’ordine, degli operatori e di tutte le istituzioni coinvolte”.

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