Campi Flegrei, la rabbia dei cittadini: «Ci sentiamo venduti e traditi. Le istituzioni dove sono?»

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Il bradisismo non fa paura soltanto quando la terra trema. Nei Campi Flegrei l’emergenza continua anche nei giorni senza scosse, alimentata dall’incertezza, dai danni, dalle difficoltà economiche e soprattutto dalla sensazione di essere lasciati soli. A Pozzuoli cresce la rabbia di chi, dopo mesi di paura e sacrifici, chiede alle istituzioni risposte concrete e tempi certi. «Come cittadina di Pozzuoli mi sento venduta e tradita», è lo sfogo di una residente che racconta il proprio calvario dopo che una scheda AEDES dell’11 agosto ha certificato l’inagibilità del suo palazzo.

“Quello che stiamo vivendo non è una teoria politica. È vita reale. La nostra.
Lo dico senza mezzi termini e a testa alta, come cittadina di Pozzuoli mi sento VENDUTA e TRADITA.
Sulla nostra pelle stiamo vivendo un incubo continuo che non è solo paura fisica per le scosse, ma è un logorio morale ed economico devastante.
E di fronte a tutto questo, dove sono le istituzioni?
Dove sei tu Sindaco, che avresti dovuto essere il primo a fare muro, a sbattere i pugni sui tavoli della Regione e del Governo per tutelare la tua gente. Ci troviamo abbandonati a noi stessi, immersi in un mare di incompetenza abissale. Persino chi dovrebbe guidarci e dirci cosa fare brancola nel buio, tra direttive confuse, risposte elusive e una gestione che fa cadere le braccia. Si sentono e si vivono cose assurde ogni singolo giorno, mentre le persone non sanno più che pesci prendere né quale sarà il loro futuro.
Un’amministrazione e una politica che dovrebbero proteggerci e farci da scudo hanno scelto la diplomazia. Ci sentiamo presi in giro da un sistema che ci lascia in un limbo infinito di carte, richieste e “vi faremo sapere”. Dall’11 agosto esiste una scheda AEDES ufficiale che dichiara il mio palazzo inagibile. Dal punto di vista tecnico e legale, quell’edificio non è sicuro. Eppure, a distanza di settimane, sto ancora aspettando che il Comune dia seguito a quella perizia con un atto reale, un’ordinanza di sgombero effettiva e un piano di assistenza concreto. Siamo senza risposte sull’agibilità reale, senza un protocollo chiaro su chi deve pagare cosa, siamo abbandonati a interpretare ordinanze scritte in un burocratese incomprensibile che serve solo a scaricare la responsabilità sulle spalle dei cittadini.
Il sindaco, la regione, le istituzioni ad ogni livello dovrebbero essere lo scudo di una comunità. E l’amarezza si trasforma in un senso di tradimento profondissimo.
Sono sicura che questo scoraggiamento e questa rabbia ci stanno aprendo gli occhi. Se c’è una sola lezione che dobbiamo trarre da questa disgrazia, è che non ci faremo fregare mai più. Alle prossime elezioni ci ricorderemo di tutto questo. Vi prego di valutare bene chi merita davvero di rappresentarci, perché abbiamo capito a nostre spese cosa significa non avere nessuno a difenderci nel momento del bisogno. Siete vergognosi”.

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