SOMMA VESUVIANA – “I ragazzi che arrivano vengono accolti spontaneamente dalla scuola. La scuola è il primo luogo di accoglienza, oltre agli Enti locali che fanno tutti la loro parte oltre alle aziende sanitarie. A scuola sono i primi momenti di impatto e la scuola vive quotidianamente il senso dell’accoglienza, dell’integrazione che non può e non deve essere integrazione separata ma deve intrecciarsi perfettamente nella realtà del territorio.

Accoglienza oggi 038

Noi stiamo conoscendo persone splendide che in Ucraina avevano una storia molto bella alle spalle e di serenità e improvvisamente si è vista interrotta per questa tragedia che colpisce tutti noi. Loro scappano dalla guerra. E’ chiaro che si tratta di accogliere persone con la dignità che meritano e che spetta a tutti, nel rispetto del loro dolore e della loro sofferenza. E la scuola è qui, spalancando porte e braccia, cuori, come sappiamo fare perché sentiamo fortemente la solidarietà e mi piace molto anche l’accoglienza che tutti i genitori stanno proponendo. Incontro continuamente persone che mi chiedono se possono fare qualcosa. E non c’è bisogno di dire come e quanto sia importante il lavoro che stanno facendo a scuola i docenti che si sono improvvisati anche con la difficoltà linguistica con un traduttore, con l’aiuto di altre mamme e con tutti gli strumenti che sono a disposizione al fine di accoglierli al meglio. Loro, i genitori, sono splendidi perché non hanno mai avuto dubbi dal primo momento. Anche se con una forte emozione, questi bambini ucraini sentono di essere a casa loro con quella forza che noi riusciamo a dare loro per andare avanti. Tutte le mamme dei nostri nuovi studenti, di queste ore, saranno mediatrici culturali nell’ambito di un processo di integrazione che ci vede tutti davvero allineati!”. Lo ha affermato Antonella La Pietra, Dirigente del Secondo Circolo Didattico di Somma Vesuviana che oggi ha accolto altri 4 bambini provenienti dalle zone di guerra.

Il Comune c’è, il sindaco c’è e sta incontrando sul campo i dirigenti scolastici e i nostri nuovi concittadini!

“Ad oggi abbiamo 12 bambini provenienti dalle zone di guerra, che hanno iniziato a frequentare le scuole a Somma Vesuviana. Noi ci siamo, il sindaco c’è ed è il sindaco di tutti! Ricordo che anche i cittadini di origini ucraine possono scrivermi a emergenza.ucraina@sommavesuviana.info oppure tramite la mia pagina Facebook o ancora trovando tutti i miei riferimenti sul sito del Comune. Ringrazio le famiglie che stanno dimostrando grande affetto perché in tante si stanno rendendo disponibili all’accoglienza. Non dobbiamo e non possiamo lasciare solo nessuno. Ricordo alla popolazione che queste persone stavano conducendo una vita serena in Ucraina e sono vittime della barbarie e di invasori. La macchina della solidarietà che vede in campo il volontariato – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – le comunità parrocchiali sta davvero funzionando. Dobbiamo dare loro affetto, sorriso e soprattutto ai bambini far vedere il bello. Io ho ascoltato le loro storie, ho parlato con loro a fari spenti. Questi bambini hanno visto bombe cadere proprio e letteralmente dinanzi ai loro occhi, alcuni mentre cercavano di scappare con le rispettive famiglie. Tutto ciò è di una gravità senza limiti! Noi siamo un piccolo paese della provincia di Napoli ma alle bombe che cadono a poco più di 2000 Km da noi, rispondiamo con l’accoglienza, la scuola e soprattutto cercando di dare ai bambini la possibilità di dimenticare i suoni delle bombe. Da oggi loro nelle nostre scuole ascolteranno il suono della musica che è simbolo di pace e della campanella che è simbolo di una socializzazione nella quale dobbiamo e vogliamo credere. La pace c’è! Il Mondo Unito non può e non deve essere utopia nel 2022! Non possiamo e non dobbiamo azzerare 80 anni di pace e soprattutto gli ultimi 30 che avevano visto cadere muri e differenze!”.

Somma Vesuviana c’è davvero c’è!

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