E’ il giorno del primo varo. In acqua La Roche-Posay Racing Team (VIDEO)

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E’ il giorno del primo varo.

Stamattina, davanti ai partner, agli ospiti e ai media, l’AC75 del La Roche-Posay Racing Team è tornato in acqua.

Pochi istanti dopo l’ingresso a mare, il monoscafo volante è salpato per la sua prima navigazione nella baia di Napoli, con il Vesuvio a fare da sfondo. Una cartolina spettacolare, ma soprattutto simbolica: infatti, è proprio su questo tratto di mare che nel 2027 si disputeranno le regate della 38ª America’s Cup. 

Per lo sfidante francese, questo primo varo a Napoli è ben più di una semplice cerimonia. Rappresenta il culmine di diversi mesi di preparazione e segna l’inizio di una nuova fase agonistica. Primo team a mettere in scena il proprio AC75 sul futuro palcoscenico della Coppa America, La Roche-Posay Racing Team entra nel vivo dell’azione. 

Con i colori di La Roche-Posay, suo partner principale, l’AC75 è stato aggiornato ai parametri del regolamento di classe 2027 di queste barche lunghe quasi 23 metri. Già presente a Napoli, l’equipaggio potrà ora effettuare una serie di uscite in mare, per mettere alla prova gli sviluppi tecnici nel contesto del reale campo di regata e accelerare il proprio processo di crescita. 

Quentin Delapierre, skipper di La Roche-Posay Racing Team: «Vedere il nostro AC75 in acqua a Napoli è davvero molto emozionante per tutto il team. Siamo sul campo di regata dove tra qualche mese si disputerà l’America’s Cup e, improvvisamente, tutto diventa molto più realistico. C’è un enorme lavoro dietro questo varo, molte persone che si sono impegnate per permetterci di essere qui oggi. Come skipper, provo un grande orgoglio nel portare avanti questa sfida tricolore. Ora abbiamo un solo desiderio: navigare, far volare questa barca e vivere appieno questa avventura fino al 2027». 

Il conto alla rovescia è iniziato: sei mesi per superare una sfida importante 

In mare, la sfida è enorme. L’America’s Cup è una competizione unica, in cui il talento dei velisti, la padronanza della tecnologia e la capacità di progredire rapidamente fanno la differenza. Ogni giornata di navigazione è fondamentale. 

Sotto la guida sportiva di Philippe Presti, due volte vincitore dell’America’s Cup, l’equipaggio francese si è arricchito di due campioni olimpici: Diego Botín e Florian Trittel, che si sono aggiunti a Quentin Delapierre e agli altri talenti del team. 

La preparazione si sviluppa su tre aree complementari: navigazione, analisi e sviluppo delle prestazioni, e simulazione. A questi si aggiungono un lavoro specifico sul match race e la ricerca della migliore composizione dell’equipaggio. L’obiettivo è trasformare ogni uscita in mare in progressi concreti, in una corsa contro il tempo fino all’appuntamento del 2027. 

Philippe Presti, direttore sportivo di La Roche-Posay Racing Team: «Con l’AC40 abbiamo dimostrato di poter regatare alla pari contro i migliori e questo è molto incoraggiante. Ma l’America’s Cup è anche una competizione tecnologica, in cui lo sviluppo dell’imbarcazione gioca un ruolo determinante. I prossimi sei mesi saranno fondamentali per sfruttare appieno il potenziale del nostro AC75 e continuare a migliorare. Abbiamo rafforzato il nostro team e contiamo su un reale margine di miglioramento. La nostra ambizione è fare un salto di qualità rispetto a Barcellona e lottare per un posto tra i primi quattro team, il che sarebbe un risultato storico per uno sfidante francese». 

Maelenn Lemaître, stratega a bordo dell’AC75 di La Roche-Posay Racing Team: «Quello che mi motiva di più è il desiderio di migliorare ogni giorno e di progredire rapidamente. È la mia prima America’s Cup: ogni giorno scopro e imparo tantissimo. Le sfide sono numerose, sia dal punto di vista tecnologico, sia sportivo, ma quella sfida più grande è la corsa contro il tempo. La mia sfida personale è acquisire rapidamente tutte queste nuove conoscenze per poter mettere a frutto le mie competenze di tattica nel match race e di ingegnere, per dare il meglio di me durante l’America’s Cup». 

Diego Botín, timoniere di La Roche-Posay Racing Team: «L’America’s Cup ha sempre affascinato me e Florian. Quando si è presentata l’opportunità di entrare a far parte della sfida francese, siamo stati subito conquistati dalle persone che portano avanti questo progetto e dal modo in cui è strutturato. È un team a misura d’uomo, in cui ognuno si impegna al massimo e tutti remano nella stessa direzione. Questa coesione ed energia collettiva sono veri punti di forza. Abbiamo tra le mani una barca dal potenziale considerevole e non vediamo l’ora di scoprire tutto ciò che può offrirci». 

La Roche-Posay: quando la competizione diventa un laboratorio a cielo aperto 

Questo varo coincide anche con la prima apparizione dell’AC75 francese a Napoli con i colori di La Roche-Posay, partner principale del team. 

Oltre alla sua presenza sulla barca, il marchio ha avviato un programma scientifico con i velisti dello sfidante francese. Lanciato lo scorso agosto presso il laboratorio di Chevilly, il protocollo medico prevede che gli atleti siano sottoposti a un monitoraggio dermatologico per tutta la durata della campagna fino a Napoli 2027. 

Alexandra Reni-Catherine, CEO di La Roche-Posay: «Vedere l’AC75 francese sfoggiare i colori di La Roche-Posay a Napoli segna l’inizio di un’avventura che abbiamo preparato insieme a tutto il team. L’America’s Cup è un terreno di prova estremamente impegnativo per gli uomini e le donne, che competono come se ne andasse della loro vita : esposti ai raggi UV, alla salsedine, al vento e agli sbalzi termici. È per questo che siamo qui: per trasformarla in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Grazie al protocollo medico avviato con i velisti del La Roche-Posay Racing Team, monitoriamo la loro pelle per tutta la durata della campagna, in condizioni estreme. La nostra ambizione comune per questa 38ª America’s Cup è duplice: aiutare il team a raggiungere le migliori prestazioni e trasformare ciò che impariamo in mare in protezione e trattamenti utili a ciascuno di noi, al di là della competizione». 

Da Barcellona a Napoli, la sfida francese assume una nuova dimensione 

Questo varo racconta anche un’altra storia: quella di un challenger francese che, per la prima volta, può fare tesoro dei risultati ottenuti in una campagna precedente. 

Dopo Barcellona 2024, K-Challenge ha mantenuto il proprio AC75, le proprie infrastrutture e parte del proprio team. Una continuità fondamentale in una competizione in cui gli anni di esperienza e di sviluppo rappresentano un vantaggio considerevole.  

A questo cambiamento di tendenza si accompagna un passo in avanti storico, compiuto al di fuori del campo di regata. K-Challenge, guidato da Stephan Kandler, fa oggi parte dei sette membri fondatori dell’America’s Cup Partnership (ACP), insieme a Emirates Team New Zealand, Athena Racing, Luna Rossa, Tudor Team Alinghi, American Racing Challenge Team USA e Team Australia. Per la prima volta, lo sfidante francese partecipa direttamente alla governance e alle decisioni che definiranno il futuro della competizione, con l’obiettivo di costruire un modello più stabile, più attraente ed economicamente sostenibile, in particolare con l’introduzione di una cadenza biennale. 

Stephan Kandler, CEO di K-Challenge / La Roche-Posay Racing Team: «Con questa nuova campagna, compiamo un passo importante per la Francia nella storia della più antica competizione sportiva del mondo. Per la prima volta abbiamo potuto fare tesoro di una campagna precedente, conservando le nostre competenze, i nostri mezzi e la nostra esperienza per costruire un progetto più solido. Vedere oggi il nostro AC75 a Napoli è un momento emozionante, ma è soprattutto l’inizio di una nuova fase della nostra ambizione. Vogliamo che la Francia si affermi a lungo tra i migliori team mondiali e costruire le fondamenta per potere, un giorno, vincere l’America’s Cup». 

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