NAPOLI – Sarà la sede della Società dei Naturalisti di via Mezzocannone 8, a Napoli, ad ospitare sabato 3 febbraio, a partire dalle 10, il convegno (ad ingresso libero e gratuito) “I Variconi, hotspot internazionale per la Biodiversità” organizzato dall’Associazione Ornitologi Italia Meridionale e dalla Riserva Naturale Regionale “Foce Volturno, costa di Licola e lago di Falciano”.

Il convegno nasce come occasione d’incontro e di confronto sull’area protetta de “I Variconi” situata sulla sinistra orografica del fiume Volturno, che rappresenta una delle zone umide di maggiore interesse della regione. Un’area protetta a livello locale, in quanto inserita nella Riserva Regionale “Foce Volturno, costa di Licola, lago di Falciano”; ma anche a livello europeo, in quanto ZSC (Zona Speciale di Conservazione) e ZPS (Zona di Protezione Speciale) e a livello globale perché sito RAMSAR ovvero riconosciuta come una delle aree umide più importanti per la biodiversità a livello mondiale.

Il convegno mostrerà l’avifauna ricchissima ospitata dall’area protetta de I Variconi: dai fenicotteri a tutte le specie di anatidi, dagli aironi ai limicoli, passando per numerose specie di passeriformi. Molto interessante, la presenza di una cospicua popolazione di Forapaglie castagnolo (Acrocephalus melanopogon), piccolo passeriforme di canneto di rilevanza conservazionistica. Dal 2019, ai Variconi opera la “Stazione di inanellamento e ricerche faunistiche Variconi e Castel Volturno” gestita dall’inanellatrice Danila Mastronardi, che si avvale della collaborazione dell’inanellatore Filippo Tatino, di studenti universitari, tirocinanti, professionisti e appassionati.

Quasi 60, le specie finora inanellate, fra cui il Forapaglie castagnolo su cui si stanno concentrando le attenzioni, dato l’elevato numero di individui ripresi con anello straniero. Tutto il lavoro svolto è volontario e si basa sulla passione per la natura, per la fauna selvatica, per la conservazione della biodiversità.

Parte dell’incontro sarà, inoltre, dedicato all’educazione e alla divulgazione ambientale. La stazione è, infatti, frequentata da giovani, famiglie con bambini e scolaresche, che hanno l’occasione di vivere in prima persona l’affascinante attività dell’inanellamento a scopo scientifico e di vedere da vicino i piccoli uccelli, la cui bellezza non è apprezzabile con la semplice osservazione da lontano.

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