A Napoli, insieme per la gestione della Colite Ulcerosa e della Malattia di Crohn

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Sabato 24 ottobre si è svolto l’incontro “Colite Ulcerosa, IO ESCO. La vita là fuori è più bella. E si vede”, prima tappa del 2026 dell’omonima campagna promossa da Alfasigma in partnership con AMICI Italia e con il patrocinio della società scientifica IG-IBD (Italian Group for the study of Inflammatory Bowel Disease), per offrire un supporto alle persone affette da Colite Ulcerosa e malattia di Crohn.

In Campania, stando al PDTA regionale aggiornato nel 2025, a gennaio dello stesso anno risultavano 11.702 persone con esenzione per Colite Ulcerosa o Malattia di Crohn, pari a una prevalenza di 198 casi ogni 100.000 abitanti. Il dato sarebbe ampiamente sottostimato secondo gli esperti, in quanto la reale diffusione delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali nel territorio campano potrebbe superare le 15.000 persone che convivono con una diagnosi di MICI, in aumento.

L’appuntamento, organizzato in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, ha avuto l’obiettivo di attivare un confronto tra clinici esperti, pazienti e Associazione, affrontando i principali aspetti della Colite Ulcerosa e della Malattia di Crohn, dall’individuazione dei sintomi al vissuto emotivo, fino all’alimentazione, che è stata il focus della giornata e oggetto di un gioco a squadre con quiz per verificare i concetti appresi durante la mattinata.

La giornata ha visto un significativo coinvolgimento corale dei partecipanti a supporto di chi convive con due patologie che, nelle loro fasi più acute, possono spingere a non uscire e isolarsi, innescando una serie di problematiche non solo di natura psicologica, ma anche lavorativa e finanziaria: il costo sociale diretto e indiretto delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino, infatti, si aggira attorno agli 8.000 € all’anno per paziente.

«Siamo convinti che iniziative di confronto come questa, promossa da AMICI e Alfasigma in collaborazione con il team dell’AOU Federico II di Napoli, trovino la loro ragion d’essere proprio nella volontà di migliorare la conoscenza di queste patologie e la qualità di vita dei pazienti – ha affermato Fabiana Castiglione, Responsabile UOSD Terapie Avanzate delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali dell’AOU Federico II di Napoli –

Abbiamo preso in considerazione l’intero percorso che il paziente deve affrontare: dal riconoscimento dei sintomi intestinali alla diagnosi e all’identificazione dei sintomi extraintestinali; sono stati approfonditi il rapporto importantissimo tra alimentazione e malattia, la gestione dei disturbi funzionali sovrapposti e il ruolo fondamentale del benessere psicologico. Uno spazio è stato riservato al dialogo medico-paziente, per favorire la comprensione condivisa dei bisogni e degli obiettivi del percorso di gestione della patologia. La storia di malattia e le caratteristiche del paziente sono elementi fondamentali per arrivare ad una personalizzazione delle cure.

Oggi è possibile tenere sotto controllo la malattia, ottenendo remissioni prolungate nel tempo. Essendo le MICI malattie croniche, bisogna evitare che la malattia evolva e prenda il sopravvento; per questo è necessaria una stretta collaborazione tra team multidisciplinare e paziente al fine di evitare la progressione in disabilità.

Ricordiamo che il team specialistico include anche la figura del pediatra, in quanto le MICI spesso insorgono e si manifestano in età pediatrica, e un ambulatorio di transizione, attivo da un decennio, che si occupa di accompagnare il giovane giunto ai 18 anni nel passaggio dal pediatra al gastroenterologo».

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