27 gennaio, Napoli non dimentica le vittime dell’olocausto (VIDEO)

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    Nella Giornata della Memoria la città di Napoli ha ricordato la tragedia dell’Olocausto e i cittadini partenopei che ne furono vittime.

    Il sindaco, Gaetano Manfredi, con le più alte cariche cittadine, ha deposto una corona di fiori bianchi alla memoria di Luciana Pacifici, la più giovane vittima italiana del nazifascismo che a pochi mesi di vita fu deportata ad Auschwitz con la famiglia.

    La cerimonia si è svolta nella piazzetta a lei intitolata nel 2015 per volontà dell’amministrazione comunale de Magistris che decise di cambiare il toponimo. Alla cerimonia tra gli altri ha partecipato anche la comunità ebraica napoletana, la presidente Lydia Schapirer.

    A seguire il sindaco ha deposto un mazzo di fiori in piazza Bovio dove alcuni anni fa sono state sistemate delle pietre di inciampo, cerimonia a cui ha preso parte anche il presidente della Camera di Commercio, Ciro Fiola.

    Un’ora prima, nello stesso luogo, il sindacato dei giornalisti campani, Sugc, ha partecipato ad analoga iniziativa. Ascoltiamo il segretario, Claudio Silvestri e il presidente dell’associazione “Memoriae”, Nico Pirozzi.

    Nella mattinata del 27 gennaio, in via Morghen 65 bis, è stata deposta una corona di fiori in ricordo del truce assassinio del piccolo Sergio de Simone. Il bambino originario del Vomero che fu deportato in Germania e sottoposto a crudeli esperimenti dai nazisti.

    Alla cerimonia, svolta in in presenza di Mario De Simone, fratello di Sergio, hanno partecipato il Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli, la presidentessa della Municipalità V Clementina Cozzolino con i consiglieri Rino Nasti e Luca Bonetti, otre a l‘intera municipalità, e l’associazione Italia-Israele”.

    “Ricordare affinché tali barbarie non si ripetano più è un dovere civico, etico e morale. Da queste celebrazioni nascono messaggi che poi vanno diffusi in tutto il mondo e per tutto l’anno. Soltanto così si possono difendere i diritti degli uomini, tutti.”- le parole di Borrelli e Nasti.

    LA GIORNATA DELLA MEMORIA IN LIBRERIA

    “DOPO AUSCHWITZ LA SPERANAZA”

    Giovedì 27 gennaio alle 17.30 da Guida editori (via Bisignano, 12), in occasione della Giornata della memoria, si presenta il libro “Dopo Auschwitz, la speranza” di Angelo Cirasa. Ne discuteranno con l’autore il prof. Enrico Ariemma, filologo latino e Giuseppe Crimaldi, presidente nazionale della Federazione Italia Israele, moderati dal giornalista Luca Maurelli.
    Dopo Auschwitz, la speranza di Angelo Cirasa (Guida editori), è la nuova edizione del racconto di un viaggio nei campi di sterminio insieme a un gruppo di studenti, realizzato poche settimane dopo l’istituzione della Giornata della Memoria da parte dell’ONU. A quel viaggio ne seguirono altri, sempre in coincidenza con il 27 gennaio, che hanno rafforzato la necessità, l’urgenza di rendere viva la memoria di quel momento storico, la liberazione del campo di Auschwitz da parte dell’Armata rossa il 27 gennaio del 1945, la tragedia sulle cui ceneri si fondò un nuovo patto civile, democratico e libero. Una riflessione sulla democrazia, semplice ma non leggero come scriverebbe Calvino, con tanti strumenti utili per giovani e adulti per conoscere quel periodo storico.
    Questa nuova edizione è arricchito da due saggi del filologo latino Enrico Ariemma e del filosofo teoretico Massimo Donà, un video, i podcast con le testimonianze degli studenti di oggi, oltre che da un percorso fotografico di Cesare Abbate, una bibliografia, una filmografia, una raccolta di musica e siti internet dedicati alla Shoah. Tutti i materiali multimediali si possono consultare anche su un canale YouTube dedicato.
    “La scintilla dell’odio si accende facilmente e molto velocemente deflagra e devasta i territori della civiltà. Per questo dobbiamo essere sempre quotidianamente vigili e pronti a spegnere questi fuochi con gli strumenti della democrazia e della conoscenza per difendere la foresta dei valori della convivenza civile delle comunità”, si legge nella quarta di copertina. Un libro che rappresenta la volontà di riaffermare con forza i valori della democrazia e della libertà di cui prenderci cura costantemente contro i negazionismi, i complottismi, l’utilizzo talora strumentale dell’Olocausto in un periodo storico di grande cambiamento come quello che stiamo vivendo.

    “UN CAMPO SENZA MURI”

    Nel romanzo “Un campo senza muri”, Maria Lombardo racconta la storia di suo padre Salvatore e della sua vita in Italia durante l’ascesa del Fascismo, il coinvolgimento dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, la detenzione in un campo nazista di lavori forzati e gli anni successivi all’agognata liberazione. L’autrice si sofferma anche ad analizzare le conseguenze che il trauma causato dalla prigionia hanno avuto non solo su di lui, ma su tutta la famiglia. Raccogliendo le testimonianze tratte dalle pagine del diario scritte dal padre con i suoi ricordi e quelli della madre a cui si aggiungono le esperienze di vita di Maria stessa, il libro fornisce una rara testimonianza diretta delle atrocità perpetrate dai nazisti sulle loro vittime. Il volume, già pubblicato negli Stati Uniti, esce oggi in Italia per i tipi di Phoenix Publishing. Simona Celiberti, coordinatrice del Museo della Memoria di Ferramonti, ha tradotto in italiano per la casa editrice napoletana l’edizione americana A camp without walls.

    “Nonostante sia cresciuta, ricordo vividamente gli incubi di mio padre”, racconta l’autrice. “Le sue incontrollabili convulsioni e le urla penetranti erano un rituale notturno atteso con timore. Ci è stato detto che il sonno riuscisse a trasportarlo indietro nel tempo, nella Jugoslavia devastata dalla guerra, dove era stato schiavizzato in un campo di lavoro nazista. Di notte soccombeva ai ricordi che cercava di sopprimere con fervore nelle ore di veglia. Al di là delle poche informazioni che sapevo riguardo il suo ruolo come combattente della Resistenza italiana contro i nazisti nella Seconda guerra mondiale, sono stata costretta ad approfondire l’uomo, Salvatore Lombardo, e come la sua esperienza si inserisce nel contesto più ampio della storia”.

    Per ulteriori informazioni visitare il sito della scrittrice www.acampwithoutwalls.com.

    Per acquistare la versione italiana, visitare il sito www.phoenixproduzioni.com/store.

    Sempre della Phoenix Publishing sul tema della Memoria, è disponibile online e in libreria il libro I cinesi in Italia durante il Fascismo di Philip Kwok.

    “BUDAPEST, STORIA VERA DEL GELATAIO FRANCESCO TIRELLI”

    Mercoledì 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, esce su Youtube il videoclip del brano “Budapest, Storia vera di Francesco Tirelli” del cantautore Giulio Wilson, brano estratto dal disco “Storie vere tra alberi e gatti” (etichetta discografica Maninalto!/distribuzione Believe).

    Una storia realmente accaduta, raccontata tramite questa toccante canzone dall’arrangiamento sobrio e sospeso, con cambi di scena dettati da violoncelli, viole, violini, glockenspiel e fisarmonica. Francesco Tirelli era un gelataio italiano, originario di Campagnola Emilia, che abbandonò l’Italia negli anni della guerra per trasferirsi a Budapest.

    Vicende rimaste sconosciute sino al 2014 quando un testimone ha portato alla luce la sua straordinaria opera di salvataggio e protezione ai perseguitati. Tirelli riuscì a nascondere e a salvare nello scantinato della sua gelateria intere famiglie ebree, che riuscirono così a evitare le deportazioni naziste verso i campi di concentramento.

    Oggi Francesco Tirelli è racchiuso dentro questa canzone, ma anche dentro un rinomato libro per bambini nonché onorato da Yad Vashem nel “Giardino dei Giusti a Gerusalemme”.

    Le illustrazioni del video sono state realizzate a Tel Aviv da Yael Albert, tratte da “Il Gelataio Tirelli” di Tamar Meir, edito da Gallucci.

    Giulio Wilson nel suo ultimo disco canta e racconta, oltre alle vicende di Francesco Tirelli, tante altre storie vere racchiuse in un album straordinario e suggestivo, riflessivo, dal titolo “Storie vere tra alberi e gatti”.

    Chansonnier eclettico e demodè, tornerà ad esibirsi dal vivo – dopo essere stato in tour nel 2021 attraversando teatri e club d’Italia – a marzo 2022 con gli Inti Illimani, per il Vale la pena Tour: il 13 marzo a SALSOMAGGIORE TERME (Teatro Nuovo); il 14 marzo a FIRENZE (Tuscany Hall); il 15 marzo a BOLOGNA (Teatro Duse); il 17 marzo a ROMA (Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli); il 18 marzo a CARPI (Teatro comunale).

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