NAPOLI – “In risposta alla signora Valèrie Segond che su Le Figaro definisce Napoli “terzo mondo d’Europa” vogliamo dire che non ci sentiamo offesi, benché il suo intento con tale affermazione volesse essere evidentemente offensivo. Da napoletani e da profondi conoscitori della nostra terra, e divulgatori della sua storia e delle sue bellezze, siamo perfettamente consapevoli di tutti i limiti e tutti i problemi di cui soffre la città. Quello, però, che non si può accettare, specie da chi sentenzia dalle pagine di un quotidiano internazionale senza replica o confronto, sono i facili steriotipi verbali, le definizioni che hanno l’unico effetto di fornire visioni distorte e non veritiere: dei cliché. Bollare Napoli come “Terzo Mondo” non è offensivo ma dimostra la incapacità della signora Segond di usare un linguaggio degno di designare la complessità dello scenario che ha tentato di descrivere. Nell’immaginario globale “terzo mondo” richiama condizioni che in nessun modo si addicono a Napoli, nonostante il numero e le dimensioni dei sui problemi irrisolti. Insomma, suggerire ai propri lettori l’immagine di una città “arretrata e ancora in via di sviluppo” non è sbagliato verso Napoli ma proprio verso coloro che si ha l’ambizione di informare. Del resto se, come ella stessa afferma nello stesso articolo, i francesi hanno letteralmente invaso la nostra città vuol dire che essa eservita un fascino di prim’ordine sui cittadini d’oltralpe, che evidentemente hanno una sensibilità assai più spiccata della giornalista in questione. O, forse, è proprio questo il problema, cara Valèrie?”. Lo ha dichiarato il presidente di Confguide Confcommercio Campania Paolo Mazzarella.

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