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NAPOLI – Un lungo corteo funebre da Benevento a Napoli: protestano così le piccole e medie imprese del settore contro tre delibere della Giunta regionale della Campania che introducono nuove regole.

Le delibere attuano una legge regionale del 2013 e prevedono, per tutte le imprese di onoranze funebri, un organico minimo di personale composto da un direttore tecnico e almeno 4 dipendenti assunti a tempo indeterminato. Un atto, secondo il Comitato nato spontaneamente e che vede insieme molte realtà della provincia beneventana, che mette sullo stesso piano le piccole e medie imprese con quelle di grandi dimensioni. Così, per protestare, le imprese hanno formato una colonna di 50 carri funebri, ognuno con un manifesto: “Improvvisamente è venuta a mancare in Campania la libertà delle piccole e medie imprese funebri”.

“Rilascio dell’abilitazione, registro regionale degli esercenti l’attività funebre e degli operatori funebri, funeral house: insomma, finalmente dopo 16 anni abbiamo la piena attuazione in Campania della legge 12/2001, forse nella regione storicamente maggiormente colpita dal racket del caro estinto. Chi oggi scende in piazza con i carri funebri per protestare contro ciò che è stato pubblicato nell’ultimo Burc è colui che ha avuto 16 lunghi anni per mettersi in regola e, sferzante, non l’ha fatto. Altro che monopolio di poche pompe funebri come afferma Valeria Ciarambino, che forse nel voler cavalcare l’onda dell’opposizione non si è ben informata su quanto accaduto in questo lunghissimo lasso di tempo”.

 

È la dura risposta dei rappresentanti EFI (Eccellenza Funeraria Italiana) Alessio Salvato e Gennaro Tammaro su quanto sta accadendo in queste ore, con la sfilata dei carri funebri da Benevento a Napoli per protestare contro le delibere regionali sul comparto funebre.  

 

“La stanno buttando sul folklore – spiegano Salvato e Tammaro – perdendo di vista il punto focale: queste delibere servono davvero. Servono a far emergere il sommerso di questo settore, servono a ristabilire la legalità. Servono anche a imporre professionalità (con specifiche qualifiche professionali) in un comparto delicato in cui troppo spesso gli operatori si sono improvvisati tali. Sono regole che tutti gli operatori conoscono da anni, da anni potevano mettersi in regola e non l’hanno fatto. La dimostrazione che alcuni vogliono che le cose non cambino mai”.

 

A questa posizione si aggiunge quella delle scuole di formazione professionale campane rappresentate dal Movimento Libero e Autonomo guidato da Luca Lanzetta (Aciief): “I nostri consociati si sono dotati da tempo di percorsi ad hoc per i cimiteriali, con svariate professionalità diverse. Sappiamo bene che ogni mestiere ha bisogno di professionisti, è assurdo che gli operatori del comparto funebre credano di godere di una specie di deroga quando svolgono un compito così delicato, che richiede preparazione psicologica e legislativa adeguata al ruolo che si svolge. Ed è assurdo che questa bolla esploda dopo anni dalla legge 12/2001 e la seguente del 2013. Finora questi signori stavano dormendo?”.(ANSA)

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