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NAPOLI – Nell’ambito delle attività a tutela dei minori con particolare attenzione al contrasto del fenomeno delle baby gang, gli Agenti dell’ U.O. Tutela Emergenze Sociali e Minori, in sinergia con gli agenti dell’ U.O. Tutela Ambientale hanno sequestrato sul Monte Echia, nella zona di Pizzofalcone, 20 abeti accatastati insieme ad altro materiale, in Via Banchi Nuovi una decina di abeti, nella zona del Cavone, alle spalle di Piazza Dante, a seguito di segnalazione di cittadini, sono stati trovati ammassati, all’interno di un terraneo in disuso, ben 37 abeti insieme ad altro materiale infiammabile. Tutto il materiale rinvenuto è stato immediatamente prelevato con l’ausilio dei mezzi dell’ASIA e sono state avviate le indagini per risalire ai proprietari del locale al fine di determinare eventuali responsabilità nell’azione illecita. I controlli continueranno in vista della ricorrenza di S. Antonio Abate durante la quale vi è, appunto, l’usanza di appiccare il fuoco agli alberi di natale e a quant’altro in strada.

 

 

“Il sequestro di decine di alberi ammassati in diverse zone di Napoli per essere poi utilizzati per accendere i ceppi di Sant’Antonio sono un’ulteriore prova che bisogna prevedere misure straordinarie per evitare che una tradizione diventi l’occasione per le baby gang di mostrare la loro forza e la loro prepotenza”.Lo hanno detto il consigliere regionale dei Verdi

, Francesco Emilio Borrelli, e il conduttore de La radiazza, Gianni Simioli, per i quali “l’impegno della polizia municipale di Napoli che ha sequestrato il materiale accatastato in diverse zone della città è da lodare, ma servirebbe un’ordinanza dei Sindaci, a Napoli e in tutti i comuni dove c’è questa tradizione, che vieti l’accensione dei fuochi domenica prossima anche per evitare un’ulteriore fonte di inquinamento”.“Le tradizioni vanno rispettate, ma nei fuochi di Sant’Antonio accesi dalle baby gang non c’è nulla di tradizionale, ma solo l’ostentazione di forza e prepotenza, per questo chiediamo un intervento straordinario anche per dare un segnale di forza ai piccoli delinquenti che devono cominciare a capire che non possono crescere pensando che con la violenza si ottiene tutto” hanno concluso Borrelli e Simioli.

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