CENERI

NAPOLI – Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, ha celebrato il “Mercoledì delle ceneri”.Ecco la lettera inviata dal pastore ai fedeli:

Cari fratelli e sorelle, la Chiesa ci invita a celebrare la liturgia delle Ceneri, un giorno importante dell’anno liturgico, non solo perché esso segna l’inizio del Tempo di Quaresima ma anche perché costituisce un’ulteriore occasione per la nostra conversione, intraprendendo, con nuova volontà e decisione, un cammino di revisione della nostra vita e di riavvicinamento a Dio.Tutti i testi della liturgia di oggi ci indicano i temi principali del cammino quaresimale: dobbiamo prendere coscienza del nostro stato di lontananza da Dio (= peccato), per deprecarlo (= pentimento) e per ripararlo (= conversione). Dobbiamo, cioè, come ci esorta l’apostolo Paolo (2° lett. ai Cor.) lasciarci riconciliare con Dio, abbandonandoci alla sua misericordia.Questo sarà possibile se, come Davide (cfr. Salmo 50), sapremo assumere di fronte a Dio un atteggiamento umile e desideroso di essere salvati. Allora certamente Dio, misericordioso e fedele, ci darà il suo perdono. È questo il senso del rito dell’imposizione delle ceneri sul nostro capo che, tra poco, compiremo.In realtà, il cammino quaresimale è un invito della Chiesa rivolto non solo a noi singolarmente ma a tutti, all’intera umanità e dovrebbe scuotere tutti a vincere l’inerzia che ci circonda e a rialzarci per rimetterci in cammino verso la salvezza.Purtroppo, avvertiamo da ogni parte una spinta verso il male. Ascoltiamo da ogni parte il grido dell’umanità ferita dal male: guerre seminatrici di odio e di morte; odio di razza e di cultura; violenze morali e fisiche, soprattutto nei riguardi dei più poveri e deboli; ingiustizie di una società che mantiene nel suo seno, spesso con indifferenza, milioni di esseri, soprattutto bambini, denudati e in miseria di fronte a popoli ricchi e gaudenti. È la cattiveria organizzata che, nelle nostre strade diventa organizzazione malavitosa e camorristica.Ci troviamo di fronte al mistero del male che attraversa la storia dell’uomo e dell’umanità che, invece, dovrebbe andare verso Dio. Ma in questo mistero, noi riconosciamo anche la volontà di Dio nostro Padre che vuole risollevarci dal baratro in cui eventualmente siamo caduti, offrendoci la salvezza che Gesù Cristo ci dona. Ma in questo cammino di restaurazione è necessario far leva sulla nostra libertà e responsabilità: Dio non ci salva per forza! Egli, nella sua opera, vuole accanto sé la sua creatura libera.Cari fratelli e sorelle, non lasciamo cadere nel vuoto l’invito a cambiare vita, a ritornare a Dio, ad amare il nostro prossimo compiendo opere di carità e di misericordia verso i fratelli più poveri e bisognosi. In questa nostra libera scelta ci è vicino il nostro Dio che ci ama, il Dio che ci chiama, il Dio che ci salva.Affidiamo questo nostro cammino quaresimale a Maria nostra Madre perché ci guidi nel percorrere le tappe che ci porteranno a celebrare il grande mistero della Pasqua del suo Figlio Gesù.Dio vi benedica e ‘A Maronna v’accumpagna.

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