MARANO- Commozione e rabbia oggi pomeriggio a Marano dove si sono svolti i funerali di Francesco della Corte, il vigilante ucciso da tre minorenni dopo un pestaggio nella stazione di Piscinola. Migliaia di persone, colleghi e semplici cittadini hanno gremito la chiesa dello Spirito Santo Nuovo a Marano. Da questa mattina  nastri neri su bus, treni, divise e nei luoghi di lavoro per ricordare Ciccio. Nella stazione della Linea 1 del metrò anche uno striscione con una semplice frase “Ciao Ciccio”.

Alle 15, orario di inizio dei funerali,  il sindacato Orsa ha fermato treni e bus che, con uno squillo di tromba, hanno reso omaggio al vigilante. “Un grido di aiuto- sottolinea l’Orsa- che i lavoratori lanciano alle istituzioni perché tutti si impegnino affinché non accadano mai più tragedie come queste”. Il sindacato chiede alla Prefettura di Napoli “di istituire un tavolo permanente sul trasporto pubblico locale, con incontri periodici in cui aziende, forze di polizia, associazioni di pendolari e lavoratori si confrontino illustrando i problemi e cercando soluzioni condivise”. “Oggi – conclude la nota del sindacato Orsa – manifesteremo il nostro dolore per Francesco Della Corte e la sua famiglia, da domani penseremo alle iniziative da mettere in campo e fare ‘la nostra parte’ per rendere più sicuri bus, treni e stazioni. Ci aspettiamo lo stesso impegno anche da Prefettura, Questura, Comando dei Carabinieri e dai sindaci di tutti i Comuni della provincia”.

Per evitare nuove tragedie come quella di Franco Della Corte – dichiara il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli presente ai funerali della vittima – bisogna cambiare registro nel contrasto alle baby gang. La presenza in massa delle forze dell’ordine al funerale della Guardia Giurata ci auguriamo che sia il segnale di un cambio di marcia rispetto a un fenomeno a lungo minimizzato e tollerato. Non invochiamo vendetta ma giustizia vera. E’ tempo di modificare l’atteggiamento permissivo con quello della rigidità e durezza contro i delinquenti anche se minorenni. E’ ancora presto per parlare di perdono. Adesso servono giustizia vera e pene severe per i colpevoli”. 

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