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Da 18 mesi senza stipendio, i 19 lavoratori di terme di Agnano Spa, società interamente partecipata dal Comune di Napoli, sono scesi in strada per protestare. Hanno bloccato la strada d’accesso alla struttura, impedendo ingresso e uscita, esponendo striscioni e lanciando accuse contro l’amministrazione.

“Dal Comune solo incontri e promesse – denuncia Daniela Lampugnana, Rsa Si Cobas e dipendete delle Terme di Agnano – prima ci ha parlato di vendita all’Inail, poi ha spiegato che avrebbe alienato i terreni per pagare i nostri stipendi, infine ci ha richiesto di certificare le nostre competenze per ricollocarci. Allo stato solo promesse e nessuna concreta risposta. Solo il fatto che non percepiamo stipendi e non sappiamo più come andare avanti”.

Otto anni fa la Terme di Agnano Spa, sommersa da un mare di debiti, venne messa in liquidazione dall’allora Giunta de Magistris. Da allora un lungo calvario per i lavoratori, che non hanno più fiducia nelle promesse che ricevono. Dopo vari periodi di cassa integrazione, ora si limitano a recarsi al mattino in sede per firmar e poi devono tornare a casa perché non c’è attività per loro.

“Questa situazione ha ingenerato il disfacimento dell’organico delle Terme di Agnano – ha spiegato Mimì Ercolano, coordinatrice provinciale Cobas -. C’erano 90 lavoratori ma nel corso del tempo questo numero è calato fino all’attuale organico composto da 19 persone. Noi stiamo spingendo per chiedere la ricollocazione di tutti, con una procedura collettiva, ma le difficoltà sono enormi. Lo scoglio più grande, naturalmente, è legato alla mole debitoria accumulata negli anni”.

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