terremoto_irpinia

IRPINIA – Oggi l’Irpinia si ferma per ricordare i tre mila morti del terremoto dell’80. 43 anni da quella tragedia. In tutti i comuni della provincia di Avellino ci saranno cerimonie laiche. Nel capoluogo irpino, il Vescovo Monsignor Arturo Aiello presiederà la messa in cattedrale. In Piazza del Popolo, invece, il Sindaco Gianluca Festa deporrà una corona per le duecento persone decedute nel centro storico. A Lioni, uno dei paesi più colpiti insieme a Conza della Campania e a Sant’Angelo dei Lombardi, il sindaco Yuri Gioino consegnerà al Colonnello comandante del 21/o Reggimento Guastatori di Caserta, Andrea Cubeddu, la cittadinanza onoraria per la solidarietà e gli aiuti dati non soltanto nei giorni successivi, ma soprattutto nei mesi dopo il sisma.

Questa mattina, 23 novembre, l’Amministrazione Comunale di Napoli ha deposto una corona di fiori in Via Stadera in occasione dell’anniversario del terremoto del 1980. 

La corona di fiori è stata deposta vicino alla lapide, un libro di marmo che ricorda i nomi delle vittime del crollo del palazzo a Via Stadera.

La domenica del 23 novembre dell’80 alle 19.34 una scossa di 6.9 gradi della scala Ritcher colpì tutta la zona dell’Irpinia e la Basilicata.

Un sisma che rase al suolo interi paesi. 90 secondi per cacciare via case, borghi, vite. Un terremoto che cancellò tutto.

Più di 3000 mila morti, 8.848 feriti e 300mila sfollati.

Oggi, 23 novembre, ricorrenza del terremoto che scosse dal profondo l’Irpinia e la Lucania del 1980, è l’occasione per rilanciare l’attenzione sull’edizione a stampa dello Special Issue “The 23rd November 1980 Irpinia-Lucania, Southern Italy Earthquake: Insights and Reviews 40 Years Later”, edito da MDPI

Il terremoto dell’Irpinia-Lucania del 23 novembre 1980 è stato uno dei più gravi eventi sismici mai verificatisi in Italia. La scossa principale, di magnitudo 6.9, colpì un’area di circa 17.000 km², causando la morte di oltre 3.000 persone, il ferimento di oltre 10.000 e la distruzione di oltre 75.000 edifici.

Il volume, curato dalle ricercatrici Sabina Porfido dell’Istituto di Scienze dell’Alimentazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR – ISA), Giuliana Alessio, Germana Gaudiosi e Rosa Nappi dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV – OV) e Alessandro Maria Michetti dell’Università degli Studi dell’Insubria, contiene una raccolta di 14 contributi scientifici multidisciplinari di ricercatori con competenze geologiche, geofisiche, sismologiche e storico-umanistiche.

Diversi sono gli aspetti legati al terremoto che il Volume Speciale analizza: dalla sua genesi alla sua evoluzione, dagli effetti distruttivi alle strategie di ricostruzione, fino alla resilienza delle popolazioni coinvolte e allo sviluppo socio-economico delle aree interne dell’Appennino meridionale.

“Questo volume, lungi dall’essere esaustivo, ha tuttavia l’ambizione di costituire un punto di riferimento per le nuove generazioni di ricercatori che potranno usufruire di una visione scientifica a 360° sul sisma, con la più ampia e diversificata bibliografia sull’argomento”, affermano gli autori.

Il libro comprende una preziosa prefazione storica curata dallo scrittore e giornalista irpino Generoso Picone, testimone diretto del terremoto del 23 novembre 1980, a cui fanno seguito i contributi di numerosi esperti.

Il volume è scaricabile in open access dalla piattaforma MDPI Books (ISBN 978-3-0365-6817-1).

La copia cartacea (ISBN 978-3-0365-6816-4) è acquistabile direttamente dalle piattaforme MDPI e Amazon.

Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments