SCAMPIA –  Sono partite al Lotto M di Scampia le operazioni che riguardano la fase di avvio del cantiere per la rigenerazione dell’area delle Vele. In particolare le attività in corso riguardano l’ispezione e la pulizia del sito sul quale si interverrà con le nuove costruzioni, tutte le prove geognostiche necessarie per indirizzare i progetti dal punto di vista tecnico e la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti ingombranti e speciali.

Entro gli inizi di ottobre il Comune comincerà anche le attività preliminari che riguardano la Vela che non verrà abbattuta, cioè la Vela B, che viene inizialmente liberata da infissi, detriti e rifiuti, soprattutto nella zona del piano terra e in quegli appartamenti oramai abbandonati da molto tempo, avviando così anche un lavoro di pulizia della Vela che rimarrà in piedi.

Le attività di cantiere, nel senso della nuova costruzione, prenderanno avvio per la fine di novembre 2023.

NAPOLI: VELE SCAMPIA, PARTONO I LAVORI. ACAMPORA (PD): “COMUNE NON SI FERMA, SCELTA CORAGGIOSA CONTRO I TAGLI DEL GOVERNO”

“Da oggi al Lotto M di Scampia si prepara il cantiere che segnerà la tanto attesa rigenerazione delle Vele. Un plauso a un’amministrazione che con coraggio non si rassegna ai tagli voluti dal governo e dalla destra, una decisione che conferma il massimo impegno per le periferie da parte del sindaco Manfredi, della giunta e della maggioranza in cui il Partito Democratico è con orgoglio il gruppo più forte”. Così in una nota Gennaro Acampora, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio Comunale di Napoli.

“Le attività, come ha assicurato l’assessore e vicesindaco Lieto, prenderanno avvio per la fine di novembre 2023 – aggiunge Acampora – entro gli inizi di ottobre si interverrà anche sulla Vela B che non verrà abbattuta”.

“Il Comune, in questo modo – prosegue Acampora – conferma di non mollare rispetto a un importantissimo processo di riqualificazione, un progetto che la destra, il ministro Fitto e il governo nordista di Giorgia Meloni volevano compromettere dopo aver cancellato senza motivo 70 milioni di euro del PNRR”.

Acampora però ricorda anche come “la scelta del governo non sia l’unico colpo basso. Altri 52 milioni sono stati sottratti a un altro intervento strategico come quello nell’area di San Giovanni – Taverna del Ferro, senza contare altri 12 importanti progetti per un totale di circa 27 milioni. Sono tutte scelte che, sia ben chiaro, voltano le spalle alla città, a periferie tanto essenziali quanto fragili, a centinaia di famiglie che da decenni aspettano una vera svolta sulle politiche abitative. E noi a scelte del genere, come gruppo Pd e come amministrazione del Comune più importante del Mezzogiorno, ci opporremo sempre”.

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