NAPOLI (di Francesca Pia Piantarosa) – Il cammino quaresimale è iniziato da circa un mese e i ragazzi dell’Oratorio San Domenico Savio di Soccavo si stanno preparando alle celebrazioni pasquali cucinando e distribuendo pasti ai più bisognosi. Ogni venerdì del mese di Marzo infatti saranno preparate oltre sessanta porzioni di pasta e quattro litri di tè e caffè da consegnare ai clochard del centro storico di Napoli, in particolare nelle zone di Piazza del Plebiscito, stazione di Garibaldi e Piazza Carlo III.

Situato nel retro della Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, l’oratorio costituisce da più di dieci anni un luogo di svago e aggregazione divenuto punto di riferimento dei giovani del quartiere, che grazie al loro percorso di fede fanno sentire il loro desiderio di riscatto sociale in una realtà spesso vittima di pregiudizi legati alla malavita e all’incuria: se Soccavo può riscoprirsi ricca di possibilità è anche grazie a questi ragazzi, consapevoli di essere parte integrante della società e che possono contribuire direttamente ai suoi cambiamenti.

Nei giardini del cortile oratoriale ci si incontra, si prega e si seguono incontri su aspetti di vita religiosa e quotidiana, si organizzano feste e giochi per i bambini della zona, ma l’opera di carità svolta da questa realtà va ben oltre le sue mura; l’esperienza diretta con i clochard è una dimostrazione del concreto interesse verso le problematiche del territorio. Un gesto semplice come cucinare insieme diventa un vero e proprio momento di condivisione e unione per tutti i membri della comunità parrocchiale, dagli adolescenti agli adulti, che decidono in maniera volontaria e gratuita di donare il loro tempo e le loro capacità al servizio del prossimo.

Le testimonianze raccolte durante una di queste giornate aiutano a comprendere quanto chi si impegna pubblicamente in questi contesti abbia a cuore il suo territorio con tutte le difficoltà che lo caratterizzano; un esempio può essere Lorenzo, uno dei ragazzi impegnato nella preparazione dei pasti, che afferma: “Un’iniziativa del genere ti permette di avere indietro dieci volte tanto, di vedere negli occhi dell’altro una scintilla di amore”. Oppure si possono citare le parole di Chiara, studentessa universitaria impegnata nel servizio civile in parrocchia: “Soccavo è una realtà complessa, sfaccettata. Per un giovane fare esperienza del quartiere è uno sbocco diretto alla vita”. La presidente del consiglio di amministrazione dell’oratorio Francesca Attanasio si è espressa invece così: “Auguro a tutti i ragazzi di poter fare esperienze del genere, perché sono formative, arricchenti e permettono di mettersi a livello degli altri”.

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