NAPOLI – Non si placano le operazioni di rimozione degli altarini della camorra dedicati ai personaggi apicali del clan dell’Alleanza di Secondigliano. Questa mattina è stato il turno della teca costruita, sfregiando un’opera storica millenaria, sull’acquedotto romano dei Ponti Rossi. L’operazione è stata compiuta dagli operai della NapoliServizi, sotto la supervisione della polizia municipale diretta dal comandante Ciro Esposito e di un restauratore della Soprintendenza dei Beni Culturali.

“Per anni sono stati consentiti e tollerati altarini abusivi, murales e altre opere abusive dedicate a camorristi, criminali e anche baby rapinatori. Hanno sfregiato le strade, le piazze e anche i monumenti per idolatrare ogni tipo di criminale. Il rapporto di forze è sconvolgente. Per ogni 10 omaggi al crimine ce n’è uno solo per le vittime e gli eroi. Recentemente è stata anche ripulita l’area di Santa Lucia che era stata trasformata in una sorta di santuario, anche con diverse scritte abusive che imbrattavano i muri, dedicato al baby rapinatore Ugo Russo morto durante un tentativo di rapina proprio in quel sito. E’ rimasto solo un manifesto probabilmente affisso in modo abusivo su uno spazio comunale” dichiara il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli che da anni si batte contro i simboli criminali disseminati in città.

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