SCAMPIA – Corteo per la pace a Scampia per urlare il loro “No” al conflitto bellico, che, da un anno interessa la zona dell’Ucraina. La bandiera arcobaleno ventola tra le Vele. Il raduno è avvenuto dinanzi alla Vela Celeste. Tante le persone, famiglie e bambini che hanno preso parte al corteo.

Il tema della manifestazione, a cui stanno partecipando un migliaio di persone, è “Pace e disarmo: Italia ripensaci!”. È promossa da “Rete per la pace – Scampia”.
Il programma è così suddiviso:
– ORE 10:30 Incontro presso la Vela Celeste con la vela che si colora di Pace e successiva partenza del corteo
– ORE 11:45 Arrivo del corteo in Largo Dino Battaglia presso il Giardino dei Cinque Continenti e della Nonviolenza
– ORE 12:00
Saluti del Presidente della Municipalità 8 di Napoli
Saluti di Mirella La Magna
Intervento musicale de “La Maschera” con Roberto Colella
ORE: 12:30 Flash-mob di chiusura manifestazione: buttiamo le armi giocattolo nella “munnezza”.

Ucraina, Gaeta (Demos – Europa Verde): “Da Scampia messaggio al Governo per  disarmo immediato”

“La manifestazione per la Pace di Scampia ha espresso la volontà forte e chiara dei tantissimi partecipanti di chiedere al governo italiano lo stop immediato dell’invio di armi in Ucraina. Contro la violenza cieca di una guerra ingiusta che, come tutti i conflitti, colpisce più duramente i civili inermi producendo vittime, povertà e miseria, l’unica soluzione è il disarmo.  Tutto questo accade proprio mentre il nostro Parlamento ha approvato l’invio di nuove armi fino a dicembre, dando per scontato che questo conflitto debba proseguire a lungo con il suo insopportabile carico di morte”. Lo ha dichiarato Roberta Gaeta, consigliera regionale di Demos – Europa Verde, che ha partecipato al Corteo per la Pace di Scampia ad un anno esatto dall’inizio della guerra in Ucraina.

“Essere qui oggi è stato doveroso – ha proseguito Gaeta – per testimoniare che non esistono guerre giuste e per gridare il nostro disappunto a tutti quei governi che dichiarano di essere a favore della pace senza però fare nulla per ottenerla. Lo abbiamo fatto proprio a Scampia, un territorio che ne ha conosciute tante di guerre e che ha avuto la capacità di costruire la pace attraverso un processo difficile e complesso che alla fine ha visto prevalere la forza della ragione a quella delle armi”.

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