NAPOLI – A pochi giorni dalle nozze Tony e Tina Colombo hanno partecipato a “Live Non è la D’Urso”, trasmissione condotta da Barbara D’Urso, ove hanno raccontato la verità sui permessi concessi dall’Amministrazione Comunale per il flash mob svoltosi in piazza del Plebiscito tre giorni prima del matrimonio (il 25 marzo)

“Ho appreso dai giornali che da 32.000 euro l’importo della multa è sceso a 500 euro. Ho tutte le autorizzazioni, eccole. Il Sindaco di Napoli diceva che non le avevo – commenta Colombo -. Io non volevo sfruttare l’immagine di Napoli. Ho voluto regalare un’emozione a mia moglie facendole una sorpresa in Piazza del Plebiscito. Sono stato autorizzato, ho addirittura segnalato il tutto all’Ufficio Cinema del Comune. La scatola era di polistirolo. Non ho fatto un concerto, ho solo ripetuto la stessa canzone, ‘Ti amo amore mio’, più volte”.

“Il Sindaco ha detto che lui non sapeva che doveva sposarmi – rivela il cantante con documenti alla mano -. Ecco il documento che attesta che mi avrebbe dovuto sposare Luigi De Magistris. Quindi io non mi sono inventato le cose, non mi sono fatto pubblicità addosso a nessuno”.

“Tuttavia io non ce l’ho con il Sindaco, avercela con la gente è una cosa brutta. In questi cinque giorni, siamo stati male. Mia moglie, forse, è in attesa. Dovevano essere dei giorni bellissimi – commenta Tony stringendo la mano di Tina -, ma il Sindaco e tutte le persone che hanno detto e/o scritto cose negative sul nostro matrimonio non hanno fatto altro che buttarci fango addosso basandosi sul passato di mia moglie e facendoci soffrire”.

Tra gli ospiti di Barbara D’Urso protagonisti del blocco dedicato a Tony e Tina Colombo anche la giornalista e conduttrice Caterina Collovati che ha dichiarato: “Ammiro Tina, donna e mamma, perché sposando questo giovane cantante ha dimostrato di voler chiudere con il suo passato”.

Cinque agenti di polizia penitenziaria nella banda musicale del corteo al seguito della sposa di Tony Colombo: sospesi dal Dap.

“Restiamo sconcertati dalla notizia della presenza di cinque agenti della polizia penitenziaria nella banda musicale del corteo al seguito della sposa in occasione del matrimonio di Tony Colombo. Un corteo che, ricordiamo, ha bloccato il traffico a Secondigliano. Un fatto vergognoso e assolutamente ingiustificabile. I cinque sono stati sospesi dal Dipartimento di amministrazione penitenziaria. Auspichiamo che il procedimento disciplinare a loro carico si concluda con una sanzione esemplare”. Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. “I cinque agenti sono stati traditi dai video apparsi sui social che hanno permesso la loro identificazione tra i membri della banda musicale al seguito della sposa. Si tratta di trombettieri nella banda musicale del Corpo di stanza a Portici. E’ incredibile il numero di fenomeni illegali che si sono verificati in occasione di questo matrimonio. Ogni giorno ne emerge uno. Speriamo che questo sia l’ultimo. Il danno di immagine alla nostra città è già abbastanza grave”.

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