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SORRENTO – Avrebbero somministrato cocaina e Ghb, la cosiddetta ‘droga dello stupro’, a una giovane donna, per indurla ad avere rapporti sessuali inconsapevoli con un 56enne titolare di un ristorante.

L’uomo e la sua presunta complice, di 23 anni, sono finiti in carcere con le accuse di violenza sessuale di gruppo e cessione di sostanza stupefacente.

La vicenda è accaduta a Sorrento: il gip del tribunale di Torre Annunziata ha emesso due ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli indagati al termine di indagini del commissariato di Polizia di Sorrento.

Le indagini hanno permesso di riscontrare, mediante accertamenti di laboratorio sui capelli della vittima, l’assunzione di Ghb.

Sarebbe emersa anche la cessione sistematica di cocaina da parte dell’uomo nei confronti di amici e conoscenti frequentatori del suo locale. Proprio nel ristorante sarebbe avvenuta la violenza sessuale ai danni della giovane donna.

“Si tratta dell’ennesimo caso che avviene nella penisola sorrentina – dichiarano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore della radiazza su radio Marte Gianni Simioli – dove in alcuni casi le vittime erano addirittura minorenni. Noi chiediamo a tutti i cittadini e agli amministratori dei comuni dove sono avvenuti questi tragici episodi di reagire e manifestare pubblicamente la loro vicinanza a chi ha subito violenza e sdegno verso gli autori di questi comportamenti criminali.

Purtroppo qualche volta le comunità locali si sono strette attorno ai carnefici e addirittura un sindaco definì lo stupro di gruppo di una ragazzina minorenne una “bambinata”.

Se gli abitanti di una comunità si convincono che lo stupro e la violenza sono consentiti e addirittura sono la normalità la deriva sociale e morale è inevitabile. La penisola sorrentina inoltre riceve un grave danno di immagine a livello internazionale per tutti questi casi di stupro. Un motivo in più per isolare le mele marce, denunciarle e fargliela pagare”. (ANSA).

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