NAPOLI – Sabato 15 dicembre, il Teatro cerca Casa prosegue la sua programmazione tra teatro e musica. Alle ore 20.30 a Napoli è previsto il concerto “Son solo parole” che vede protagonista Massimo Masiello, accompagnato al piano dal maestro Luigi Tirozzi. A Caserta, sempre alle 20.30, va in scena invece il teatro di prosa con “La solitudine si deve fuggire”, testo scritto e diretto da Manlio Santanelli, interpretato da Federica Aiello. Per partecipare agli eventi della rassegna organizzata da Livia Coletta e Ileana Bonadies, è necessaria la prenotazione chiamando al 3343347090 – 3470963808 – 081 5782460, oppure attraverso il sito www.ilteatrocercacasa.it, a chi prenota sarà fornito l’indirizzo degli appartamenti che ospitano gli spettacoli.

“Sono solo parole d’amore” è il titolo del recital proposto da Massimo Masiello, cantattore che ha dedicato gran parte della sua carriera alla canzone classica napoletana. In un’alternanza di prosa, melodie e musica, Masiello si produrrà ora in veste dì chansonnier ora in veste di scugnizzo, passando dalla più classica delle melodie partenopee fino ad arrivare ai miti del cantautorato genovese come Bindi e Tenco senza tralasciare uno dei più grandi interpreti della musica francese, Charles Aznavour.

Il monologo scritto e diretto da Manlio Santanelli racconta le vicende paradossali della professoressa Eufemia di Frattocchie, irriducibile zitella, che in gita scolastica al Museo di Frattocchie si ritrova alle prese con l’avvenenza della statua di un Apollo. La professoressa, insegnante di storia dell’arte al liceo Papino Stazio, dà il via ad un’intima confessione con il pubblico sulla disavventura amoroso-sessuale — nonché feticistica e paradossale —, che ne ha segnato l’esistenza. Al Museo di Frattocchie, la donna viene infatti ammaliata dalla vista del famoso Apollo di Frattocchie e “in un momento di estatica contemplazione si ritrova nella mano un pezzo niente affatto secondario del mirabile reperto archeologico”. A proposito del testo, l’autore e regista rivela: «Se poi il cognome della professoressa corrisponde a quello dell’Apollo, la coincidenza non è casuale, ma proviene dallo sviluppo della vicenda messa in scena, sviluppo che in questa sede lasciamo sospeso. Ne consegue che il curioso di turno non potrà soddisfare la sua curiosità se non assistendo allo spettacolo».

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