Albert Einstein sostiene che lo ieri, l’oggi e il domani siano una illusione, per altro persistente. Guido Tonelli, fisico del Cern, sospetta che “il tempo non sia un ingrediente fondamentale della realtà, al punto che, per descrivere a livello fondamentale l’universo, non ci sia bisogno del tempo”. Questa storia, dal titolo “Il tempo, dentro di noi”, in cui si narra dell’inizio tragico della vita di un uomo, delle vite intorno a lui vissute, e di come la sua esistenza si dipani tra felici e costruttive vicende, tra mondi diversi come possono esserlo Firenze e New York, vorrebbe così dimostrare che l’unico vero “passato” a cui sia corretto dare questo nome, sia quello di verdure. In realtà viviamo, non solo inconsciamente, in un eterno presente. Così, come per tutte le cose che sono eterne, anche di queste, il tempo ne costringa durata e fine. E, per di più, alcuni sostengono che ciò che chiamiamo ai nostri occhi realtà, non lo sia affatto. Il tutto scritto con l’usuale profonda leggerezza, tipica dell’Autore.

Cosa l’ha spinta a scrivere il romanzo “il tempo dentro di noi”?

“Più o meno quello che mi ha spinto a scrivere tutto quello che ho scritto fino ad oggi. Il desiderio, o per essere più precisi, la ‘ voglia’ di raccontare a me stesso, storie di tipo diverso, magari con ‘un chiodo fisso!’”

Come mai ha deciso di affrontare la tematica del “tempo” e soprattutto cosa ne pensa lei al tal proposito e perché a volte sembra che l’essere umano voglia “sprecare” il suo tempo a disposizione?

“Sono dell’idea che la Storia (con la S maiuscola) potrebbe essere, come viene spesso definita, Maestra di vita se la si raccontasse con l’intelligenza (non quella artificiale!) che l’umanità ha raggiunto oggi. Invece la si racconta per giustificare personaggi e fatti più o meno contemporanei: eventi e guerre che sempre sono di natura economica anche se mascherati da ideali o credenze religiose, e mai per capire cosa realmente sia accaduto e i suoi reali perché. Per me esemplari i casi dei tanti Alessandro Magno, Cesare Giulio fino a Napoleone Bonaparte. (prima i nomi e poi i cognomi!) Furono grandi guerrieri, fondatori di imperi o criminali di guerra? Il Bonaparte,  per invadere la Russia, lasciò sul campo ben oltre trecentomila suoi soldati, più tutto il resto! Ed è, ancora oggi, considerato un “grande”. Oggi, molti di loro potrebbero essere processati a Norimberga, dove tuttavia, in realtà, finirono solo … i vinti. Così è per il Tempo! Viviamo, casualmente, su un pianeta, tale è chiamato questo sasso a galla nello spazio, che ha diversi miliardi di anni. Ignorando completamente, fino a poco tempo fa, che anche lui ha una sua vita ben indipendente dalla nostra, e non viceversa! Albe e tramonti … nomi qualsiasi, dati ad eventi da cui dipendiamo. A questo pianeta, che ci sia o non ci sia il cosiddetto genere umano, importa pochino; che io sia nato nel 1934 o nel 1823 a. C …. importa meno che meno. Solo noi umani siamo così bravi da chiamare Tempo, quello spazio di vita che lo stesso pianeta, nel suo evolversi, ha generato e per ora consente di viverci E lo sciupiamo chiamandoci giovani, adolescenti, anziani … riempiendo questi nomi di infelicità, incomprensione e curiosi dolori, infarcendo la nostra vita con migliaia di superstizioni! Come si sa, per difesa di queste, siamo stati e siamo capaci di ammazzarci, in continuazione. Ed oltretutto, lo facciamo, rendendocene ben conto! Solo che non riusciamo a tradurre tutto questo in un più felice ‘modus vivendi’ perché come suggeriva Lucrezio a Memmio, ben duemila anni fa! (nel De Rerum Natura) siamo ‘religione refrenatus’. Bloccati dalle superstizioni! La peggiore di queste è quella invenzione tutta umana, a cui viene dato valore universale, chiamata denaro! Di certo ci siamo ridotti a non saper vivere senza superstizioni”.

All’interno del suo libro menziona anche Einstein e il fisico Cern, ha svolto delle ricerche su di loro e come mai ha scelto nello specifico loro due?

“Mi piacerebbe averlo conosciuto l’Einstein! Ne leggo gli scritti, quelli letterari e, nel mio minimo, ritengo che Lui sia stato un autentico extraterrestre! Aveva capito tutto! E adesso le scrivo una cosa che rasenta la blasfemia! Aveva capito tutto, quasi come Gino Bartali che diceva, in straordinaria sintesi: “Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare” E con ‘tutto’ intendeva proprio ” TUTTO! “ Così io, come il Bartali, sono convinto che la maggior parte delle ‘cose’ umane siano state vissute e si stiano vivendo, in modo sbagliato. Lo scorrere del tempo è una di queste … il cui solo e reale vantaggio è quello degli orologiai! Leggo cose di scienza, spesso non comprendendo a fondo quello che leggo ….’spesso’ è un eufemismo! Ma ne sono affascinato! Così come il libro di Guido Tonelli dal titolo ‘Tempo’ per Feltrinelli”.

Come nasce la passione per la scrittura?

“Come dipendenza diretta dalla passione per la lettura!”

Questo non è soltanto il suo unico lavoro editoriale, ci può parlare anche degli altri e soprattutto qual è quello a cui è più legato?

“Ho scritto altre ‘narrazioni’. Non ce ne è una in particolare. Ho un sincero innamoramento per la carta stampata antica.  Possiedo nella mia piccola raccolta un vero gioiello: due volumi di “Vocabolario della Crusca – Compendiato – Da un accademico animoso …. stampato in Venezia,“ appresso Lorenzo Basegio” MDCCXXIX “ . Ecco, forse “Il profumo dei libri” che narra vicende di un mondo di antiquariato di libri, è uno dei miei … Ma tutti, lo sono …. Preferiti !!! Oddio! Qualche racconto magari lo è, come ‘Lettera di uno spermatozoo al suo babbo”. Edanche “Catin del Monte”. Con questo racconto di satira fantascientifica vinsi un concorso organizzato dal mio splendido paesello natale, ironizzando sul suo mortificante immobilismo, il cosiddetto Montecatini Terme!”

Ha in mente di scrivere altri libri? Se sì, di che genere e che argomento?

“Ho un cassetto ‘strabordante‘ di altri libri! Scherzo, ovviamente! (n.d.r) L’argomento, o meglio il “leitmotiv” è sempre quello: tentare di dimostrare ciò che affermava Einstein, o ciò che io abbia capito quello che …., per l’appunto, cioè che l’oggi, il domani e lo ieri sono solo una illusione, peraltro persistente. Pensi, se non vivessimo nell’illusione dei ‘vent’anni’ … “ io, appena avrò vent’anni, farò…. ‘ Oppure: ‘ sono vecchio…ho già settant’anni …’ Oppure, ‘queste cose alla tua età non si fanno! Ma dai, innamorarti alla tua età ….’  E via narrando! Sono quasi certo che soffriremo assai meno degli acciacchi, a volte immaginari, della cosiddetta vecchiaia!”.

Pensa che “il tempo dentro di noi” possa essere portato anche nelle scuole per far capire alle nuove generazioni l’importanza del tempo?

“Caso mai, potrei, prima di essere cacciato via, parlare dell’importanza di vivere in un continuo presente! E poi non entrerei mai in una scuola, non resistendo a mettermi a bisticciare con i Manzoni, e i tanti come lui che considero contrari a qualsiasi corretto  insegnamento ed educazione! Tranne ovviamente per la cura  data dal Manzoni stesso alla costruzione della lingua italiana. L’ho scandalizzata!? Me ne dispiace! Ma vede, io ho fatto il liceo Classico a Firenze, era giusto ieri, cioè il 1953, e parimenti mi stavano, chiedo scusa, sulle scatole: Dante, Manzoni e  “nientepopodimeno”   persino il Leopardi! Più tardi ho riletto Dante. E qui la ri scandalizzo: Dante, uno dei più straordinari poeti e scenografi mai esistiti. A Lui il cattolicesimo deve somma e profonda riconoscenza. E poi, ho conosciuto, letto e stra/letto e amato, come amo tutt’ora, il più intelligente filosofo dell’ottocento, Giacomo Leopardi. L’unico che fu in grado di riassumere in una sola poesia tutto il suo sapere, l’Infinito.  E, che tra l’altro in una pagina dello Zibaldone, mi pare, anticipi l’Einstein nel suo concetto su il tempo! Del grande Lucrezio, non se ne parlava, forse era ancora  all’indice. Meglio e più educativo era quel tizio, nato a Mantova, tal Virgilio!! Lucrezio, l’ho scoperto, “come fece  il Poggio Bracciolini, nel 1417”, solo pochi anni fa, e oggi continuo a scoprirlo!!

Si può immaginare la confusione che potrei creare entrando in una scuola, magari lodando l’arte di uno di più straordinari scrittori siciliani, tal Michelangelo Florio, nato a Messina, in arte conosciuto con la traduzione in inglese del cognome della madre, Guglielmina Crollalanza, ossia, William Shakespeare. Normalmente l’ultimo nato, e nel mio caso, è ” Il Tempo, dentro di noi ” edito da JollyRoger, resta al momento il mio libro preferito, soprattutto perché ho cercato di concentrare nella narrazione tutto ciò in cui credo. Ai curiosi, non resta che leggerlo!”

 

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