Feltrinelli-Napoli

VOMERO – Dopo tante notizie negative, anche per gli aspetti legati alla cultura, che hanno riguardato il quartiere Vomero, con la chiusura di antiche librerie, come Guida Merliani, Loffredo, Aricò, oltre al reparto editoriale dell’ex Fnac e più di recente di alcune delle storiche “boites des bouquinistes”, poste dinanzi al plesso scolastico Vanvitelli in via Luca Giordano, che hanno modificato l’originaria destinazione d’uso, ma anche di diverse sale cinematografiche, come l’Ariston, l’Arcobaleno, il Bernini, il Colibrì e l’Orchidea, laddove, nel contempo, specialmente negli ultimi tempi, si è assistito ad una proliferazione esponenziale di attività legate alla somministrazione di cibi e bevande, con bar, ristoranti e paninoteche che hanno occupato strade e piazze del quartiere collinare, finalmente arriva una notizia positiva, la possibilità che anche al Vomero venga aperto uno store della Feltrinelli. Mi auguro che l’arrivo di un colosso dell’editoria nazionale sulla collina avvenga a breve e che  possa rappresentare il primo esempio di un’inversione di tendenza che veda, in occasione della chiusura di altre attività, l’apertura di luoghi di cultura, di aggregazione e di socializzazione, rappresentati segnatamente dalle librerie.

Così come è auspicabile, per gli stessi motivi, che in tempi rapidi venga riaperta, trovandole una nuova più consona collocazione, la biblioteca comunale “Benedetto Croce”, l’unica biblioteca pubblica presente in un quartiere dove risiedono circa 48mila napoletani, chiusa da prima della pandemia. Il Vomero, specialmente in questo periodo, ha molto più bisogno di luoghi che alimentino la mente e la cultura, piuttosto che lo stomaco e la pancia.

In particolare ne hanno bisogno le nuove generazioni, anche alla luce della recrudescenza, che si è manifestata in tanti quartieri della Città, ma che ha colpito segnatamente i cosiddetti quartieri bene del capoluogo partenopeo, tra i quali il Vomero, dei gravi fenomeni originati dal dilagare della criminalità minorile, con le cosiddette baby gang, così come riportati, con cadenza oramai quasi quotidiana, dagli organi d’informazione. Di certo il sapere e la conoscenza, veicolati anche attraverso incontri e dibattiti che trovano il loro luogo ideale nelle librerie, rappresentano un forte deterrente rispetto alla tentazione di propendere verso attività delinquenziali, anche emulando comportamenti purtroppo ampiamente propalati da alcuni prodotti cinematografi e televisivi e dall’uso sfrenato e incontrollato dei social.

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