NAPOLI – È stato presentato a Palazzo San Giacomo il libro “Ius sanguinis, ius soli: il cricket, la fucina dei nuovi italiani”, scritto da Simone Gambino per Fuorilinea.

All’incontro hanno preso parte, insieme all’autore, le Assessore comunali allo Sport e alle Pari Opportunità, Emanuela Ferrante, e all’Istruzione e alle Famiglie, Maura Striano, ed il presidente del Coni Campania Sergio Roncelli.
La presentazione è stata l’occasione per discutere un tema di forte rilevanza sociale come quello del riconoscimento del diritto di cittadinanza. Nel 2002, infatti, la Federazione Italiana Cricket è stata la prima federazione a riconoscere come cittadini italiani i giocatori stranieri che vivono nel nostro paese da almeno tre anni.
Successivamente, nel 2016, nel solco già tracciato dalla Federazione Italiana Cricket, è arrivata la legge sportiva che ha formalmente riconosciuto il cd. “ius soli sportivo”, cioè  la possibilità per i minori stranieri, regolarmente residenti in Italia almeno dal compimento
del decimo anno di età,  di essere tesserati presso le federazioni sportive con le stesse procedure previste per il tesseramento dei cittadini italiani.
“Il cricket italiano – ha ricordato l’Assessore allo Sport Emanuela Ferrante – ha fatto da apripista per la spinosa questione del riconoscimento del diritto di essere cittadino italiano  per chi è nato in Italia o vi ha compiuto tutto il ciclo di studi. Oggi, nella Nazionale Italiana di Cricket, accanto ai giocatori italiani, giocano ragazzi sudafricani, australiani, srilankesi, indiani e pachistani, tutti naturalizzati italiani. In qualità di Assessore allo Sport, è motivo di grande orgoglio, per me, dare voce a questa storia di integrazione attraverso lo sport magistralmente raccontata da Simone Gambino che testimonia come, ancora una volta, lo sport si riveli un volano d’eccezione per la promozione dell’inclusione sociale nel nostro
paese e fenomeno di aggregazione che promuove sentimenti di appartenenza e di identità, elementi essenziali per garantire una pacifica e virtuosa convivenza all’interno di uno Stato sempre più cosmopolita”.
“Lo sport, come ogni sano programma educativo, aiuta i ragazzi e le ragazze a comprendere la necessità di avere delle regole che devono guidare ogni attività – ha aggiunto l’Assessore all’Istruzione e alle Famiglie Maura Striano –  ma questo volume mette bene in evidenza anche altri aspetti importanti che possono derivare dalla pratica sportiva e
riesce a far emergere dalla storia del cricket la vera partita che si è giocata fuori dal campo: quella dell’inclusione sociale che è alla base delle società moderne”.
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