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NAPOLI – “Quest’orientamento sulla non impugnabilità degli estratti di ruolo delle cartelle esattoriali è un’aberrazione da evitare assolutamente. Bisogna provare ad animare un contenzioso tra le parti che tuteli sia il contribuente che l’Ente”.

Ezio Stellato, commercialista esperto in materia tributaria e fiscale con Angelo Pisani, avvocato e Presidente Nazionale di NOI Consumatori e Michele Saggese, commercialista e Presidente di A.D.C Napoli, intervengono sullo studio da parte del Mef relativo alla non impugnabilità degli estratti di ruolo. Una vicenda che rischia di mettere ancor più con le spalle al muro chi ha contratto debiti, specialmente in Campania dove è attesa una valanga di notifiche, in barba allo Statuto del Contribuente e la parità di rapporto che evidenzia anche un aspetto importante: “C’è una tendenza da parte dei giudici della Cassazione, a dichiarare l’inammissibilità dell’impugnativa e da parte della categoria un non sempre adeguato aggiornamento della materia tributaria che è estremamente complessa, creando così un circolo vizioso nel quale non ci sono né vincitori né vinti”.

“E’ un atteggiamento dittatoriale quello di vietare l’impugnativa di un documento prodotto dall’agenzia entrate riscossione – insistono i tecnici -. Questo riepilogo chiamato “estratto di ruolo”, elemento che vale prova di esistenza del debito nelle procedure di fallimento, non ha lo stesso valore se è il cittadino a portarlo in giudizio. La PA inoltre non sempre conserva la copia originale delle avvenute notifiche, tutto ciò non deve certo ricadere sui contribuenti.

Da queste valutazioni scaturisce la proposta: “Sarebbe più opportuno lavorare su mediazioni fiscali tanto agognate nelle fantomatiche “proposte di riforma fiscale” – spiega Stellato -. Il contenzioso se è lecito va messo in piedi e deve essere discusso con merito ed attenzione. Spesso la nostra magistratura agisce senza agire, provocando disastri. Non lo dico io, lo ha sancito l’Europa che ha più volte multato il nostro Paese perché è stato rilevato che i nostri giudizi sono sempre stranamente orientati all’inammissibilità”.

Sul tema del contenzioso, Saggese, Pisani e Stellato concludono: “Se si introducessero elementi oggettivi come discrimini valutativi, il contenzioso potrebbe essere scremato e la fase dibattimentale non si verificherebbe in quanto il tutto si concluderebbe in un istruttoria amministrativa. Se a questo aggiungiamo la possibilità di poter definire una sorta di accordo transattivo durante il contenzioso, si salva guarderebbe l’interesse di entrambe le parti. E l’Europa passerebbe, probabilmente, dalle multe alle valutazioni positive”.

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