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NAPOLI – Sulla maxi inchiesta alle truffe assicurative, che ha visto il coinvolgimento di 49 indagati, tra cui anche 18 avvocati, con circa 2800 falsi sinistri stradali scoperti, interviene Antonio Coviello, professore di Marketing Assicurativo nell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e ricercatore del CNR, uno dei massimi esperti in materia che da circa un ventennio studia il fenomeno.

“Negli ultimi anni molte attività sono state concretizzate per contrastare il fenomeno, ma bisogna rafforzare gli sforzi ed il consenso sociale sulla prevenzione delle frodi, quale presupposto per la riduzione duratura dei premi RCA”.

“Il numero totale di sinistri denunciati nel 2016 è aumentato a 2.844.383, con un incremento rispetto al 2015 di quasi il 2% su scala nazionale. L’aumento si concentra nell’Italia Meridionale e Insulare, dove ha raggiunto, rispettivamente, il 6,6% e 6%, Nel Centro Italia si registra un segno negativo (-1,33%), mentre nel Nord la situazione è stabile (-0,5%)”, racconta l’esperto commentando l’ultima relazione Ivass che monitora il fenomeno.

“Di questi, nel 2016 sono stati identificati a rischio frode 668.341 sinistri, in aumento rispetto al 2015 di 70.484 unità (+12%). I sinistri oggetto di specifica istruttoria per profili di possibile fraudolenza sono stati 339.550 (+14%). I sinistri posti per attività antifrode hanno raggiunto le 50.757 unità, con una percentuale in aumento rispetto ai dati 2015 di quasi il 18%. Nel Sud 2.281 sinistri oggetto di denuncia/querela, di cui in Campania 1.516 (fonte Ivass).

“Tenuto conto che l’ammontare complessivo dei risparmi ottenuti dalle sventate frodi nell’esercizio 2017, è pari ad un importo di 246,8 milioni di euro (1,9% sui premi raccolti), se solo si riuscisse a migliorare questo vitale dato, le compagnie risparmierebbero ulteriori centinaia di milioni di euro, a vantaggio della costruzione dei premi assicurativi RCA e conseguente riduzione”, sottolinea l’esperto.

Sviluppo contrario si registra, invece andando ad analizzare i sinistri per i quali è stata presentata denuncia o querela da parte delle imprese: nell’esercizio 2016 per tale fattispecie sono stati enumerati 4.578 casi. Rispetto al 2015, in cui erano stati 6.172, si registra una riduzione del -26%. Complessivamente i procedimenti penali avviati dalle imprese tra il 2012 e il 2016 sono 17.513, di cui pervenuti a esiti conclusivi il 20%.

“Nel 1999, unitamente al Questore di P.S. Maurizio Vallone (attualmente Direttore del Servizio controllo del territorio della Polizia di Stato, ndr), scrivemmo il libro “Truffa in nome della legge” (edito da Il Denaro), nel quale spiegavamo cause, modalità e possibili rimedi a tale complessa emergenza economico-sociale”, racconta l’esperto, che fu presentato e discusso anche in una saletta del Parlamento. “Da allora poco è cambiato”.

“Nelle conclusioni del libro, chiedevamo al legislatore di intervenire attraverso (fonte: relazione Ivass 2017), conclude Coviello.

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