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Champions League, dove può arrivare questo Napoli?

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NAPOLI – “La squadra più attrezzata per vincere la Champions League? A mio avviso il Manchester City di Pep Guardiola. Tuttavia, credo che il Napoli possa fare molta strada”. Ne era convinto Patrick Vieira, che a metà dicembre ha rivelato il suo pronostico per questa edizione della coppa, prima dell’amichevole disputata in Turchia con il Crystal Palace. “La squadra azzurra gioca molto bene ed ha ottimi giocatori. Osimhen ad esempio è fortissimo, uno che può giocare dovunque, anche in Premier League. Ma in Champions ci sono squadre fortissime come il Manchester City di Guardiola e non credo che il Napoli possa vincere questa competizione”. A guardare il tabellone sembra che l’ex Juventus e Arsenal abbia ragione: il Napoli può arrivare davvero lontano ma le solite corazzate sono temibili e favorite. Oltre al City, Real Madrid, Bayern, Liverpool e PSG. A confronto, l’ostacolo Eintracht sembra superabile.

Ne è convinto anche il capocannoniere degli azzurri, Victor Osimhen, che adesso corre, carica e non protesta più: “È un grande torneo, dà emozioni uniche. Ha un grande fascino e non vedo l’ora che arrivi il momento di affrontare l’Eintracht: noi sappiamo di essere forti ma sappiamo che anche loro lo sono e che superare il turno non sarà semplice. Ma arrivare ai quarti di finale è uno dei nostri obiettivi. E non lo nascondiamo“.

Quarti di finale, insomma: sembra questo il traguardo che vuole raggiungere Spalletti in Europa. “A questi livelli tutti gli abbinamenti sono tosti, anche se evitare il Psg ci può far piacere. In ogni caso l’Eintracht è detentore dell’Europa League, il secondo trofeo continentale, ed è una squadra in forte ascesa. Non sarà certo facile”. Queste le parole del tecnico subito dopo i sorteggi di novembre.

Finora il Napoli ha giocato in Europa senza nessun timore reverenziale, abbattendo in casa per 4-1 la squadra di Klopp, una delle favorite per la conquista del titolo. Non è quindi un caso che le quote vincente Champions League relative al Napoli siano crollate rispetto all’inizio della competizione. Gli azzurri, vincenti a 13, sono la prima italiana in questa speciale graduatoria sulle possibili vincitrici, comandata dal City. Staccate le milanesi: Milan a 50, Inter a 30.

Intanto il cammino del Napoli può essere sintetizzato anche anche in chiave statistica secondo i dati ufficiali Uefa.com: 106 tiri totali, 20 gol segnati (media a partita di 3,34) di cui 8 di destro, 7 di sinistro e 5 di testa, 6 reti subite, 2 partite chiuse senza prendere gol, 50,67% di possesso palla, 85,84% di precisione nei passaggi e 690,36 chilometri percorsi nelle sei partite del girone che hanno visto il Napoli perdere solo una gara, nel finale di Anfield. Sul fronte fair play la squadra si è dimostrata piuttosto corretta, collezionando solo 9 gialli e nemmeno un rosso; 80 i falli subiti, 57 quelli commessi.

Differente il cammino dell’Eintracht che ha collezionato nel girone 3 vittorie, 2 sconfitte e un pareggio, piazzandosi al secondo posto dietro al Tottenham. Appena 7 i gol segnati, 8 quelli subiti. Insomma, gara abbordabile quella con i detentori dell’ultima edizione della UEFA Europa League, quotati intorno a 150 per la vittoria della Champions. L’Eintracht è 4° in Bundesliga, unica delle prime 7 ad aver subito più di 20 gol (21). L’attacco migliore della Serie A non troverà mura d’acciaio, ma per gol fatti (32) l’Eintracht del mondiale Gotze è secondo solo all’esagerato Bayern Monaco (41).

Il calcio di mister Glasner, scuola Salisburgo, è fatto di pressing e mobilità offensiva senza punti di riferimento. Così ha sbancato Marsiglia e Lisbona (Sporting). Il tecnico non può essere certo definito un integralista visto che ha cambiato più volte modulo, ma si è affidato in particolare al 3-4-2-1. Fa molto affidamento sugli esterni capaci di fare entrambe le fasce, mentre l’attacco, punto di forza dei tedeschi, prevede giocatori mobili che partecipino molto alla costruzione e all’inserimento. Occhio al ventiduenne Kolo Muani, stella dell’Eintracht dove finora ha segnato 8 gol e fornito 11 assist in 23 presenze totali, e al talento difensivo di Ndicka già nel mirino delle big. Kamada, che si muove tra il centrocampo e la trequarti, è il capocannoniere con 12 centri.

Nel complesso l’Eintracht è una formazione che applica l’identitario calcio tedesco visto negli ultimi anni: tanto pressing e molta duttilità degli uomini in avanti. In difesa la linea a 3 molto alta, seppur costituita da giocatori giovani e di talento con importanti doti fisiche, è spesso poco equilibrata, tant’è che in Bundesliga viaggia alla media di 1.6 gol subiti a partita. Il Napoli può farcela, l’avversario è ampiamente alla portata degli azzurri che potranno puntare sulla velocità degli avanti, anche attraverso lanci in profondità alle spalle della difesa. Gara d’andata il 21 febbraio a Francoforte.

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