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NAPOLI (fonte sscn.it)- “Verrò a Madrid con voi”. Maradona ha esordito così nella giornata ricca di emozioni per Diego protagonista del pomeriggio al Centro Tecnico di Castelvolturno. Il Pibe ha accettato l’invito del Presidente De Laurentiis e seguirà il Napoli nella sfida del Bernabeu in Champions League.

E’ stato solo il primo annuncio e la prima grande gioia di una visita commovente e struggente all’insegna dell’unico grande Mito. Maradona è arrivato poco dopo le 16, accolto dal Vice Presidente Edoardo De Laurentiis che gli ha regalato una maglia azzurra personalizzata. Maradona poi, accompagnato dal figlio, è corso subito sui campi per seguire l’allenamento della squadra. Sarri che lo ha visto arrivare sul campo 2 ha interrotto la seduta urlando: “ragazzi per oggi va bene così, andiamo ad abbracciare il nuovo acquisto!”.Una battuta che ha sciolto l’emozione del gruppo e che ha fatto sorridere Diego. Quindi l’incontro con il tecnico azzurro e il lungo abbraccio. Poi, prima il capitano Hamsik e di seguito tutta la squadra hanno circondato il Pibe, con grande trasporto e coinvolgimento emotivo. Quindi la foto di gruppo con la squadra azzurra. Come se il tempo non si fosse mai fermato.Ma la passione è esplosa forte anche quando Diego ha visitato la sede, salutando tutti i dipendenti e soffermandosi commosso davanti alle foto nei corridoi che ritraggono le squadre campioni d’Italia nel 1987 e 1990 e quella che ha vinto la Coppa Uefa nel 1989.Di seguito Maradona è andato nello spogliatoio per salutare di nuovo la squadra. Il suo ingresso è stato accolto da un meraviglioso applauso dei giocatori azzurri, che poi singolarmente hanno registrato video e scattato foto ricordo con Diego in un autentico bagno di entusiasmo.Ci rivedremo a Madrid per inseguire con Diego un altro sogno. E’ la più bella dissolvenza del tramonto di una giornata pregna di splendide emozioni per un pomeriggio che ha segnato un tuffo nella storia ed ha scandito l’eterna passione azzurra nel nome di Diego. C’è solo 1 Maradona. La leggenda. Il Mito. 

 

MARADONA AL SAN CARLO

La scena è tutta per lui, ma non sorprende. Erano tre anni che Napoli aspettava Diego Armando Maradona e al Teatro San Carlo non poteva che essere spettacolo. Più da stadio che da rassegna, a dir la verità: perché Diego è Diego.Un appuntamento che ha fermato una città intera, a 30 anni dal glorioso scudetto. In onore del Pibe, l’azienda dei trasporti napoletana ha fatto cambiare anche i segnali sui monitor lungo le banchine dei bus: “Bentornato Diego”, e pace qualche possibile ritardo o incomprensione.Già in tantissimi avevano accolto l’argentino nella serata di domenica, al suo arrivo in hotel: cori, sciarpe, applausi; e in tantissimi lo hanno acclamato a teatro (e fuori), una volta che si è aperto il sipario dello spettacolo di Alessandro Siani, “Tre volte 10″.Siani, a dir la verità, è quasi sempre rimasto nascosto, dietro le quinte. Il palco era tutto per lui, per Diego. Per Napoli. E l’argentino da subito non si è risparmiato: “Qualcuno si è lamentato perché qui il biglietto costa 300 euro, ma l’abbiamo fatto perché Pelè organizza uno spettacolo e li vende a 200 euro. Lui deve arrivare sempre secondo”. Prima stoccata. Mentre in scena si sono alternati volti noti del mondo napoletano.C’era anche Aurelio De Laurentiis, in prima fila ad assistere al ritorno del più grande di tutti: “Mi sento come a casa, come mi sono sempre sentito qui. Io non tradisco. Però qui mi danno le chiavi, ma non ho l’indirizzo”, ha scherzato l’argentino. E ora che quell’indirizzo è arrivato – appena risolverà i problemi con il fisco, Maradona sarà ambasciatore del Napoli nel mondo – la felicità è doppia. Per tutta Napoli.Le colonne sonore dello spettacolo sono quelle che già tutti conosciamo: da “Oh mamma mamma mamma…” a “chi non salta bianconero è”. Inevitabile metterci la rivalità, dopotutto. Sulle note di “Oj vita, oj vita mia…”. Maradona palleggia anche con il mappamondo di Siani: applausi scroscianti. E c’è spazio, tra le mille invenzioni dell’argentino, anche per qualche parola sul Napoli: “Mi auguro che vinca tutto, voglio che la gente di Napoli sia felice”. Con un assist a DeLa: “Al presidente chiedo di vincere, abbiamo fiducia in lui. Io non me ne voglio andare. Qui sto benissimo. A Napoli sono stato felicissimo”.Scorrono le immagini del famoso gol all’Inghilterra, il “gol del siglo” di Messico ’86. “Ha dribblato tutti questi mali del mondo per la libertà”: e Diego si commuove. “Mi piacerebbe che mia mamma lo vedesse. E mio padre lo ringrazio per avere sfamato tutti e sette a casa. Ci sono mancate tantissime cose, ma non c’è mai mancato l’amore. La prima volta che mi ha detto che avevo giocato bene è stato dopo Argentina-Inghilterra”. Ricordi, momenti, attimi di amore per il calcio e per una città che continua ad amarlo, a distanza di tanti anni. “Scusami, scusami! Non ti lascerò mai più!”, le sue ultime parole sono per il figlio Diego Armando Junior, 30 anni dopo. Cala il sipario.

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