Napoli, facci innamorare ancora di te!

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NAPOLI (Di Anna Calì) – Una vittoria che scaccia i fantasmi, restituisce il sorriso e riaccende una passione che nell’ultimo periodo era apparsa sopita o quantomeno ferita: il Napoli supera il Frosinone con un solido 3- 0 firmato doppietta di De Bruyne prima sul rigore e poi allo scadere dei minuti di recupero e goal di Lang nel primo tempo.

D’altronde, qualcuno dice che la pioggia sia un vero e proprio bagno d’amore, e a giudicare dal temporale che si è abbattuto sulla città e sul Maradona, di amore, vissuto, sofferto e preteso,  stasera se n’è visto davvero tanto.
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Il match parte subito su ritmi elevati: l’avvio azzurro è di quelli ruggenti, con un paio di sgasate e occasioni nitide firmate da Lang e un clamoroso palo colpito da Hojlund.

Il Frosinone, formato da una truppa di ragazzi giovani che corrono a perdifiato e non ci stanno a fare da comparsa, prova a venire fuori e va vicino al bersaglio con Kvernadze.

Poi la svolta: Hojlund si guadagna con astuzia un calcio di rigore. Dal dischetto si presenta lo stesso attaccante, ma Palmisani compie il miracolo e respinge.

Sembra una maledizione, ma il VAR rileva che il penalty è da ripetere.

A quel punto si presenta De Bruyne: freddezza glaciale, pallone in rete e Napoli in vantaggio. Passano appena tre minuti e arriva subito il raddoppio con Lang.

Nella ripresa, il copione non cambia: gli uomini di Allegri partono ancora forte, guidati da un Neres devastante quando può distendersi a spalla sgombra in campo aperto; solo un soffio separa la sua conclusione dal tris.

Senza Politano, la sensazione è che il gioco azzurro scivoli via con maggiore fluidità e armonia.

Eppure, alla lettura delle formazioni ufficiali, più di un dubbio aveva serpeggiato tra gli spalti e in tribuna.

Ma le colpe, se di colpe si può parlare, vanno distribuite con lucidità: Allegri lavora con la rosa che si ritrova e di più non può fare, specie ricordando che in estate aveva chiesto a gran voce un centroavanti strutturato che alla fine non è mai arrivato.

​Il buon primo tempo del Napoli, tuttavia, non è un caso isolato o fortuito.

Impossibile non notare un’analogia con il passato recente: lo scorso anno, dopo la gara contro il Bologna, Antonio Conte si scocciò di prendersi tutte le responsabilità, iniziò a dire la verità e puntò il dito contro l’atteggiamento di taluni elementi del gruppo.

Ieri, alla vigilia, in conferenza stampa è andato in scena un copione del tutto simile: Allegri ha dichiarato senza mezzi termini che la squadra spesso non dà la giusta importanza a determinate partite.

E stasera, come per incanto o per magia, abbiamo visto una squadra che si è ricordata di saper giocare bene a calcio.

​La domanda sorge spontanea ed è il vero nodo di questa stagione: qual è il reale problema per il quale, a fasi alterne, si fa finta di non saper più giocare?

Perché contro un Frosinone pieno di giovani arrembanti le trame si ritrovano, mentre altre volte la luce si spegne del tutto, costringendo i tifosi a rivolgersi ai santi e alla provvidenza ad ogni pallone giocabile?

Buona la prestazione di Badiashile, nonostante lo scetticismo iniziale.

​La serata del Maradona ha vissuto anche di momenti di forte commozione e di profonde amarezze.

In tribuna stampa è stato ricordato il collega Francesco Tedesco, scomparso prematuramente a soli 53 anni a causa di una brutta malattia: sul suo posto, dove era solito sedersi, oggi vuoto, un mazzo di fiori ha reso omaggio a una firma e a un uomo stimato da tutti.

​Purtroppo, ben altro clima si è respirato all’esterno prima del fischio d’inizio.

Complice il maltempo, moltissime persone, tra cui tanti giornalisti e, soprattutto, famiglie con persone disabili, si sono recate allo stadio con largo anticipo per trovare riparo.

I cancelli, però, sono rimasti chiusi fino alle 18:30 a causa, sembrerebbe, del malfunzionamento di un tornello, bloccando l’accesso a tutti fino alla risoluzione dello stesso.

​Non è tanto una questione legata ai cronisti, che pure, quali addetti ai lavori, meriterebbero un varco d’accesso differenziato dai tifosi, ma la nota stonata riguarda l’assoluta mancanza di sensibilità verso le categorie più fragili.

All’esterno della tribuna, un padre con il figlio in carrozzina si lamentava con ragione, sotto l’acqua scrosciante, è mancata totalmente l’empatia da parte di chi era lì a lavorare e a controllare i biglietti.

L’appello accorato va direttamente al Comune di Napoli.

Ocorre un occhio di riguardo e una corsia preferenziale, soprattutto in condizioni meteorologiche avverse, per chi vive situazioni di fragilità.

​I tre punti di stasera ridanno ossigeno e classifica, ma il messaggio che la piazza lancia a questa squadra va oltre il mero tabellino.

Non basta una rondine a far primavera, così come non basta una notte di pioggia a spazzare via ogni perplessità.

Questo pubblico vive di passione viscerale, soffre, s’interroga e a volte s’affida davvero alle preghiere.

Continuate a dare continuità, mostrate l’orgoglio, disputate ogni gara con la fame di chi rispetta questa maglia. Insomma: Napoli, fateci innamorare ancora di voi.

Una vittoria importantissima non solo in ottica classifica campionato ma anche per la partita di Champions che il Napoli dovrà affrontare martedì. Tre punti che possono dare la carica giusta.

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