SampNapo

NAPOLI (di Raffaele De Lucia)- Il Napoli così com’è non piace! Non piace ad Ancelotti che ancora sta cercando una quadratura del cerchio e i suoi fedelissimi, non piace ai tifosi che stasera per l’ennesima volta hanno visto una squadra sfilacciata e senza collegamenti, incapace di tenere il campo e di imporre il proprio gioco.

6 gol tutti evitabilissimi tranne il capolavoro di stasera di Quagliarella sono un campanello d’allarme. Così come regalare sempre un tempo agli avversari. Lazio (1 gol), Milan (2 gol) e Sampdoria (3 gol) sono passati in vantaggio e solo i blucerchiati sono riusciti a strappare i tre punti. Ma lo diceva in settimana anche il tecnico azzurro, “non sempre gli svantaggi si possono recuperar”e, come è successo stasera.

La solidità difensiva, lasciata in eredità da Maurizio Sarri si è persa nel nulla. Anche Ospina non sembra dare giuste garanzie tra i pali. Tra Milane Sampdoria non si ricorda una parata decisiva del portiere colombiano attualmente con 5 gol in passivo. Si attende i ritorno di Meret per capire se quello che si dice su di lui sia vero e possa registrare una difesa attualmente colabrodo.

Il centrocampo appare leggero e tranne con Allan e incapace di arginare squadre fisiche come la Sampdoria.

In avanti arrivano pochi palloni giocabili per Milik e se ci si mette anche la serata no di Lorenzo Insigne la partita si incanala sul binario della sconfitta proprio come stasera.

Sembra scontato e forse un alibi, ma così non, ma le scelte di tenere in panchina Hamsik e Callejon hanno comunque influito sull’andamento della gara. Hamsik sarà anche regista da poco, ma stasera l’assenza delle sue geometrie e la sua esperienza in mezzo al campo si sono sentite. Diawarà nei primi 45 minuti è sembrato spaesato e incapace di bloccare Linetty e Barreto, buoni giocatori ma non due fulmini di guerra.

Così come è mancato il lavoro sporco di Callejon, capace di mascherare il cattivo momento di forma di Hysay coprendo la fascia e alternando doti di attaccante e di centrocampista di contenimento.

Verdi non ha mai fatto ripiegamenti difensivi, preoccupandosi solo di far ssalire la squadra, forse quella posizione di vice Callejon disegnata da Ancelotti non è la migliore per le sue caratteristiche spiccatamente offensive. Meglio Ounas dal punto di vista della voglia ma anche lui come Verdi è votato all’attacco e meno alla copertura

I gol della Sampdoria all’ 11′ e al 32′ con Defrel saranno sicuramente analizzati in settimana. Non si può subire una sgroppata di 20 metri senza coprire l’avversario e lasciare lo stesso sono nell’area piccola del portiere. Poi ci si mette Quagliarella che col Napoli si ricorda di avere un talento immenso tra i piedi a lasicare tutti con l’amaro in bocca.

Insomma la sosta arriva a pennello per mettere un punto e ricominciare. Ancelotti avrà 15 giorni a disposizione per capire gli errori, correggerli e decidere quale sarà il suo Napoli, 18 fedelissimi sono troppi.

IL MISTER A SKY

Ancelotti a Sky Sport:

“La situazione è chiara. Abbiamo avuto lo stesso inizio di partita delle altre due. Lì siamo riusciti a ribaltare, stavolta no. Abbiamo regalato il primo tempo con un brutto atteggiamento, specie sul primo gol. Quando vai 1-0 subentrano tutte le paure e le difficoltà”.

Come si risolvono i problemi difensivi?

“Dobbiamo essere più attenti, soprattutto nella prima parte di match”.

Abbiamo visto nervosismo. Predicherà un atteggiamento diverso?

“Il nervosismo nel finale ci sta. Quello che non ci sta è l’atteggiamento del primo tempo. Abbiamo cercato di far pressione alta fin dall’inizio, a volte siamo arrivati in ritardo. Ma non è una questione di movimenti, ma di atteggiamento, ripeto. Arrivi un attimo dopo, loro riescono a mettere la palla dentro e ti trovi sbilanciato. E’ un problema soprattutto di tempi degli attaccanti e dei centrocampisti nella pressione”.

Hai tolto troppa personalità alla squadra non schierando Hamsik e Callejon?

“Magari, vorrebbe dire che è colpa mia nella scelta della formazione. Invece è stato sbagliato l’atteggiamento generale, spingendo poco con i terzini, soprattutto nella prima parte”.

Cosa sceglieresti come priorità da migliorare se avessi una bacchetta magica?

“I segnali ci sono stati anche nel secondo tempo, quando si lottava, nel primo tempo no. Se avessi una bacchetta magica vorrei che la squadra cominciasse le partite come gioca il resto delle stesse. C’è bisogno di intensità e lotta”.

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