NAPOLI (di Raffaele De Lucia) (foto F. Borrelli) – La cartolina di Napoli? Forse meglio definirla la pattumiera di Napoli.

Secondo week-end di movida post lockdown, ecco quello che i cittadini hanno lasciato dietro il loro passaggio: spazzatura, inciviltà, ignoranza, vandalismo.

Si presentava così stamattina la città. Da Via Aniello Falcone a Posillipo, da San Martino a via Caracciolo: una grande pattumiera.

A porre una toppa a una situazione davvero triste, gli spazzini del comune di Napoli, che all’alba hanno provato a mettere ordine e a fare pulizia dove possibile.

Infatti, ci sono luoghi impervi, ad esempio il terrazzamento di Sant’Antonio a Posillipo o quello di via Aniello Falcone dove è possibile per gli operatori ecologici arrivare con le loro scope.

A denunciare l’accaduto il consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli che sulla sua pagina facebbok ha pubblicato un reportage fotografico che evidenzia la noncuranza dei napoletani nella cura e nel rispetto della città: “Scene da incubo. Un serpentone di auto strombazzanti paralizza le strade del centro. Tante, troppe in un carosello assordante.

Ma dove vanno, cosa significano? Suonate ritmiche di clacson, a l’uno risponde l’altro in una sinfonia ripetitiva e irritante.

Ciò avviene a tarda notte noncuranti che tutt’attorno c’è gente che dorme legittimamente.

Quando non ci sono schiamazzi, urla, risate e un vociare incontrollato. Tutto questo è il popolo della notte, un branco di esagitati che il sabato sera fino al giorno dopo si impossessa delle strade della città. Nel programmare la ripartenza delle città, tra i primi obiettivi c’è stato quello di far tornare a vivere la Movida. Un branco di esagitati che si ritiene in diritto di lasciare ovunque i resti di un gigantesco bivacco, senza regole, senza rispetto, senza civiltà. Un mare di bottiglie, bicchieri, cannucce a simboleggiare la vitalità della Movida. E’ questa la Napoli che vogliamo? Sono convinto che la febbre del sabato sera non è l’impazzimento selvaggio a cui assistiamo.

Il termine Movida coincide con il vivace affollamento notturno delle vie dei locali cittadini. Niente di più. Da questo concetto siamo molto molto lontani”.

E' questa la Napoli che vogliamo?

Ma è davvero questa la #Napoli che vogliamo?

Pubblicato da Francesco Emilio Borrelli su Domenica 31 maggio 2020

Ci si aspettava, dopo i tantissimi post “political correct” postati Facebook negli ultimi mesi e dopo l’evidente miglioramento dell’inquinamento nel periodo di quarantena, che una parte della popolazione capisse che era ora di cambiare rotta, che era ora di lasciare a prima dell’inizio della pandemia comportamenti scorretti e menefreghisti.

Invece, purtroppo, la storia non cambia e Napoli, ogni inizio settimana, torna ad essere una pattumiera a cielo aperto.

Per fortuna c’è chi prova a mettere ordine e sopperire alla carenza di personale addetto alle pulizie del comune di Napoli.

Sono i volontari, cittadini comuni, che armati di scopa, guanti, sacchetti e tanta pazienza e amore ripuliscono la città “sfregiata” dalla mano di chi non ama Napoli!

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