NAPOLI (dall’inviata Chiara Esposito) (foto PFTIM – San Luigi – Napoli) – Papa Francesco torna a Napoli. Il Pontefice dopo la vistita del 2015, torna all’ombra del vesuvio per tenere una lectio su «La teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo».

L’elicottero Papale è atterrato alle 8,40 al Virgiliano. Da lì, il Papa, a bordo di un’auto blu ha percorso via Petrarca per raggiungere la Facoltà di Teologia, dove ad attenderlo c’era l’arcivescovo Metropolita di Napoli cardinale Crescenzio Sepe, il presidente della Regione Campania De Luca, il prefetto Pagano e il sindaco de Magistris. Ad attendere il Papa gli studenti e i professori della facoltà ma anche tante persone comuni.

Il Papa ha poi salito le scale del palco per predere parte alla giornata di lavori

Una lectio quella che sarà letta dal Papa che sicuramente punterà l’attenzione sulla difficile situazione dei rifugiati del Mediterraneo.

Due giorni fa il Pontefice sul suo Twitter scriveva: “Con i rifugiati la Provvidenza ci offre un’occasione per costruire una società più solidale, più fraterna, e una comunità cristiana più aperta, secondo il Vangelo”.

Nel corso della mattinata di studi gli studenti della Facoltà spiegheranno i contenuti del convegno, ma anche il grande spirito di accoglienza di Napoli e la sua apertura al mondo, attraverso l’arte figurativa e la letteratura, proponendo alcune testimonianze video.

Inoltre, nelle cartelle distribuite ai partecipanti, sono state inserite tre fotografie di grande valore simbolico che raffigurano la simbolica porta santa di Lampedusa, piantata nella sabbia e posta proprio sul mare; l’immagine di Papa Francesco che, nel viaggio di ritorno dall’isola di Lesbo, il 16 aprile 2016, mostra ai giornalisti il disegno di un bimbo rifugiato, donatogli dal piccolo durante la visita al campo profughi dell’isola greca (raffigura cinque bambini caduti in acqua mentre il loro barcone va a picco e finanche il sole piange);

Papa Francesco e il grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb nel momento in cui firmano, il 4 febbraio 2019, il “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”.

Sono tra le immagini più emblematiche del pontificato. Ogni aspetto, anche sotto il lato pratico, è stato curato nel dettaglio.

Uno degli aspetti centrali del convegno sarà il dialogo con le altre religioni, argomento su cui relazionerà Sihem Djebbi, che insegna scienze politiche e relazioni internazioni alla Sezione San Luigi, ma anche all’università di Siene e in Francia, alla Sorbona e a Sciences Po Paris, l’istituto di studi politici di Parigi.

Parlerà tra l’altro di “soft-power religioso”, di islam moderato e di promozione del dialogo interreligioso portato avanti, negli ultimi quindici anni, da alcuni Stati arabi e istituzioni, in particolare dal Marocco e dagli Emirati Arabi Uniti nonché dall’Università religiosa Al Azhar in Egitto. Sempre di dialogo, ma da una prospettiva diversa, parlerà Meir Bar Asher, invece, docente si studi islamici all’Università ebraica di Gerusalemme, che nella sua riflessione partirà da una sura del Corano: “Nessuna coercizione nella fede”.

Il relatore ricorderà come, nel corso della storia dell’Islam, è esistito un atteggiamento di tolleranza verso l’altro e di dialogo, che si rende evidente dalla lettura di alcuni passi del Corano, ma anche degli ḥadīth, la tradizione orale attribuita al Profeta Muḥammad. Subito dopo, il gesuita Francisco Ramirez Fueyo, dell’Universidad Pontificia Comillas di Madrid, relazionerà sul tema “Il discernimento come metodo di risoluzione delle tensioni antitetiche” mentre i docenti della Sezione San Luigi, Sergio Tanzarella e Anna Carfora proporranno testimonianze e proposte concrete.

Alle 12, il convegno sarà concluso da Papa Francesco con la relazione su “La teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo”, costituzione apostolica firmata dal Santo Padre nel 2017, diffusa all’inizio del 2018, in cui, sin dal proemio, il Pontefice chiede ai teologi e agli studiosi delle università e delle facoltà ecclesiastiche di dare alla Chiesa gli strumenti per dare risposte concrete all’uomo di oggi rispetto alle grandi trasformazioni del mondo. La teologia non è più distinta, in maniera netta dalla pastorale, ma vi si pone al servizio.

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