NAPOLI – Spesso la tavola propone tantissime curiosità interessanti, soprattutto quando si parla di frutta, dove è possibile reperire alcuni alimenti davvero particolari e unici nel loro genere, dai sapori inaspettati e dalle forme più strane. Sono infatti i frutti esotici a dominare il mercato ortofrutticolo degli ultimi anni, soprattutto quelli più strani. Frutti come ad esempio l’alchechengi, una sorta di pomodorino ricoperto di foglie arancioni, curioso per via del suo aspetto che gli è valso il soprannome di “lanterna cinese”. Cerchiamo di scoprire insieme qualcosa di più su queste gemme.

Proprietà e benefici dell’alchechengi

Da secoli l’alchechengi viene sfruttato a scopi terapeutici e infatti fa parte delle millenarie tradizioni della medicina cinese. Non potrebbe essere diversamente, dato che questo frutto possiede qualità molto importanti per la salute. In primis, è una preziosa fonte di vitamina C e di una serie di elementi che la fanno considerare come una sorta di aspirina naturale. Questo frutto è dunque ottimo per potenziare le difese immunitarie, la depurazione dell’organismo e per la lotta al ristagno dei liquidi. La lista delle proprietà dell’alchechengi è comunque molto lunga: il frutto in questione è ideale anche come lassativo e come emolliente, e inoltre permette di combattere l’azione dei radicali liberi. Infine, viene spesso usato per curare le cistiti.

Dove trovare l’alchechengi in Italia

L’alchechengi è un frutto originario dell’Asia ma che cresce anche in Europa, e proprio per questo risulta difficile trovarlo in Italia, anzi. Infatti l’alchechengi dei Fratelli Orsero, per citare uno dei principali marchi, può essere facilmente trovato nei supermercati e negozi di ortofrutta. Si tratta comunque di un frutto autunnale, appartenente alla famiglia delle solanacee (la stessa dei pomodori, delle melanzane, dei peperoni e delle patate) e che, per chi ha il pollice verde, può essere coltivato anche sul proprio terrazzino di casa.

Come mangiarlo e come cucinarlo

La bacca di alchechengi può essere consumata anche al naturale, dunque così com’è, ma prima bisogna togliere necessariamente le sottili foglie dell’involucro. Queste ultime non possono essere mangiate, dato che contengono una sostanza tossica per l’uomo, la solanina. Anche per questa ragione, è bene procedere a una pulizia accurata del frutto, per eliminare qualsiasi residuo.
Ci sono comunque moltissime opzioni per gustarsi questa bacca, da quelle tradizionali alle opzioni creative, che permettono di sperimentare in cucina e di trovare delle divertenti e gustose alternative. L’alchechengi può essere infatti consumato con una copertura di cioccolato, o usato per preparare una tradizionale confettura. È inoltre ottimo come aggiunta nelle insalate, per condire i risotti o per realizzare degli infusi benefici, a patto di gradire il suo gusto un po’ acidulo.

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