NAPOLI – Meno traffico significa meno inquinamento, e meno inquinamento significa aria pulita. Un ragionamento semplice, che ha trovato riscontro in questo periodo di quarantena. Lo stop agli spostamenti e la sospensione momentanea delle attività di alcune aziende almeno sotto questo punto di vista ha provocato degli effetti positivi, dando una grossa mano al clima. Una svolta “green” che in questo caso è stata forzata, ma che in ottica futura deve rappresentare un punto di partenza per modificare le nostre abitudini, puntando ancora di più sulle energie rinnovabili e sulle attività a minor impatto ambientale.

L’Italia sostenibile
Già oggi un terzo dell’energia elettrica prodotta in Italia è rinnovabile, ben il 36,1% (dati Terna) della domanda di energia elettrica. Numeri che sono frutto di un aumento generale della produzione mensile derivante dalle fonti energetiche alternative e che rappresenta un ottimo punto da cui partire. La tendenza dell’ultimo periodo vede infatti sempre più privati interessarsi al verde, soprattutto grazie a fornitori di energia che propongono soluzioni “green” e fanno risparmiare. Per citarne uno, Green Network Energy, fornitore di energia elettrica 100% green, propone il fotovoltaico chiavi in mano, per privati o aziende che vogliono installare un impianto rapidamente e nell’immediato.

Altra buona abitudine che deve assolutamente diventare una prassi anche in ottica post-quarantena è quella dello Smart Working, ossia il lavoro da casa a cui si sono affidate molte aziende per evitare di fermarsi. Una pratica che ha fatto scoprire anche ai più diffidenti l’enorme quantità di vantaggi che ne derivano sotto una grande varietà di punti di vista, su tutti la crescita della produttività e della serenità dei dipendenti. Ma che allo stesso tempo ha aiutato a risolvere alcuni problemi ecologici, in particolare diminuendo le emissioni di CO2 e la qualità dell’aria. Tanto per fare un esempio, il lockdown imposto dall’epidemia di Covid-19 – come riportato da Carbon Brief – ha provocato un calo di emissioni del 25% nella sola Cina.

L’occasione nata dall’emergenza
La strada intrapresa è quella giusta. Ecco il motivo per il quale adesso deve diventare una priorità riuscire a mantenere queste condizioni ambientali. Anche perché queste sono le migliori per sfruttare il fotovoltaico, visto che un’aria più pulita provoca pure una maggiore quantità di luce che riesce a raggiungere la terra, creando un circolo virtuoso “sano e green”: considerazione che trova conforto nei numeri registrati nell’ultimo periodo in Europa, dove è aumentata ovunque la produzione di energia elettrica da fonte solare. Lo scorso 20 aprile, tanto per fare qualche esempio, la Germania ne ha prodotta 32,227 GW, coprendo il 40% della potenza richiesta dalla rete tedesca. Un record, registrato nello stesso giorno pure nel Regno Unito, con ben 9,68 GW (il precedente primato era stato registrato a maggio 2019, 9,55 GW). Insomma, proseguire tutti su questa strada verde deve essere una priorità. Abbiamo solo da guadagnarci.

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