TORRE DEL GRECO – Da “Covid Love”, realizzato quando l’intera industria cinematografica olandese stava affrontando una pausa indesiderata, a “Plastic shopper”, dove Mona, una ragazza francese, gira per i supermercati d’Oltralpe, scoprendo che tutto quello che è in vendita è fatto soprattutto di plastica. Sono alcuni dei titoli che daranno il via alle serate finali della quarta edizione di Moviemmece, il cinefestival della biodiversità del cibo e delle culture, che si tiene fino a sabato 29 ottobre nel Multisala Corallo di Torre del Greco (Napoli).

Cuore della manifestazione è il cinema di qualità, collegato al tema portante di Moviemmece: il cibo, raccontato come veicolo di conoscenza e scambio interculturale, strumento di salvaguardia di territori e culture, luogo di incontro e conoscenza dell’altro.

Domani, venerdì 28 ottobre, alle 18:30, inizierà la proiezione dei 16 cortometraggi finalisti, 11 diretti da registi italiani e cinque da registi stranieri, provenienti da Olanda, Stati Uniti, Francia e Brasile. Nella serata finale del festival (sabato 29 ottobre, alle 20:30) la giuria composta da Alberto Capasso, Santa De Santis, Guido Lombardi e Vincenzo Pirozzi annuncerà il vincitore di Moviemmece 2022.

Tra i titoli in concorso, “Mario”, un operaio edile che ha trovato nel suo orto urbano un’oasi di pace, “Contemporanea Tradizione”, “Eat the Rich” e “I Feed You”, dove il cibo diventa strumento di comunicazione tra madre e figlio. I colori del Parco Dona, un impianto industriale dismesso della città di Torino, sono al centro della trama di “Verdeacciaio”, mentre “Qualcosa nel buio” è una video-poesia sul sentirsi soli e “La Grande Quercia” un racconto affidato allo sguardo di un albero di 400 anni.

In “My Mother’s Table” una madre e sua figlia, rifugiate curde negli Stati Uniti, portano in tavola la cucina di Aleppo e in “Retrogusto” la cucina di Laura diventa strumento di vendetta, un piatto da servire freddo. Dalla vendetta all’amore, il sentimento che guida “Una mela al giorno”, quella che una nipote tutti i giorni serve a sua nonna con l’intento di guarirla da una malattia. “A Sweet Story” è un delicato racconto sui dolci in casa realizzati nella città di Tatuí, nello Stato di San Paolo, in Brasile e “Il cammino delle due primule” una passeggiata durante la quale si incontrano mille storie di uomini e di donne. Le pellicole d’autore raccontate in cucina sono centrali nell’intuizione de “Il cibo nel cinema di Aldo Fabrizi”, mentre in “C’era una volta il paese dei Lapacuse” un gruppo di amici si trova a riscoprire la tradizione della biodiversità locale nel pittoresco borgo di Piozzo, sulle colline della Langa Monregalese.

SPETTACOLI E FILM INTERNAZIONALI

Oltre ai cortometraggi in concorso, verrà proposta la visione di quattro film internazionali e di uno spettacolo di Amedeo Colella, in scena stasera con “Pinnule ‘e cucina e sciruppo ‘e cantina” (giovedì 27 ottobre, ore 18:30 – evento gratuito, con prenotazione obbligatoria via Whatsapp al numero 3405768140 o via email a segreteria@moviemmece.it).

Quattro i film internazionali fuori concorso proiettati nel Multisala Corallo: oggi, giovedì 27 ottobre, alle 16:30 “La Crociata” di Louis Garrel (Francia, 2021). A seguire animazione-dibattito a cura di Gioco, Immagini e Parole; stasera alle 20:30 “La donna elettrica” di Benedikt Erlingsson (Francia, Islanda, Ucraina, 2018). Segue incontro con Fridays for Future, Officina Femminista, Extincion Ribellion; domani, venerdì 28 ottobre, alle 16:30 “La mia vita da zucchina” di Claude Barras (Svizzera, Francia, 2016). A seguire animazione-dibattito a cura di Art 33; domani sera alle 20:30 “Urbano rurale orti in città” di Raffaele Iardino e Diego D’Ambrosio (prodotto da Agritettura 2.0 e Uncoso). Segue incontro con protagoniste e protagonisti, autrici e autori del film.

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito.

Moviemmece è organizzato dalle associazioni Fuori dal Seminato, Art33 e Le Tribù, realtà che si propongono, attraverso il cinefestival, di raccontare piccole e grandi emergenze sociali ed ecologiche e di sensibilizzare il territorio su questioni di integrazione e giustizia sociale e ambientale, utilizzando come strumento l’arte cinematografica per arrivare al grande pubblico.

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