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NAPOLI – Certamente, una “vittoria” del gioco in Campania e più precisamente a Napoli, è un grandissimo risultato visto come questo settore, compresi i casino online nuovi, viene attaccato in quella città: in tutti i modi ed è quasi messo in condizione di non “esistere”! La Regione Campania, come la Lombardia, è una Regione battagliera nei confronti del mondo del gioco pubblico e gli operatori che intendono proseguire le proprie attività devono avere “nervi saldi e portafogli sufficientemente riforniti” per poter sopperire a tutte le ordinanze restrittive che continuano a “minare” il percorso di qualche malaugurato imprenditore napoletano di gioco.

Ora, ci si trova di fronte ad un ricorso di una sala bingo contro il Comune di Napoli che ne ha disposto la sospensione dell’attività per 60 giorni a causa della violazione dei limiti orari al gioco. Questa disposizione è stata annullata sempre dal medesimo Tar Campania che l’aveva decretata e la motivazione si può racchiudere in due parole: il “comportamento della sala bingo non può integrare automaticamente e senza l’intermediazione di ‘un quid pluris di illeceità comportamentale’, un abuso idoneo a legittimare l’avversata sospensione secondo l’art. 10 del Tulps”. Con questa sentenza il Tar Campania ha annullato la chiusura di ben 60 giorni dell’attività ludica.

I Giudici continuano nella disamina di questo contenuto nel ricorso e della applicazione della chiusura dell’esercizio rilevando che, pur non escludendo la sussitenza di violazioni continue al limite orario imposto dal Regolamento comunale sul gioco -violazioni che legittimano le sanzioni amministrative- emerge una manifesta sproporzione ed ingiustizia della sanzione applicata. Questo, naturalmente, se si guarda ai gravissimi effetti sugli interessi della impresa del ricorrente sopratutto relativamente alla situazione occupazionale che ne farebbe discendere un danno gravissimo.

E questo per quanto riguarda la città di Napoli ed una decisione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania. Ora, invece, si vuole riferire di una pronuncia del Consiglio di Stato che va a respingere un ricorso contro la revoca della concessione del Gioco del Lotto. Il Consiglio, infatti, ritiene non sufficienti le argomentazioni sviluppate in appello e tali da non superare i motivi che hanno causato l’ordinanza di primo grado.

Mentre ha considerato fondate le ragioni dell’Amministrazione con particolare riguardo al rapporto fra la determinazione impugnata ed il precedente provvedimento di revoca della concessione del gioco del Lotto. Che dire di più: il Consiglio di Stato ha respinto di conseguenza il ricorso di un esercente contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la riforma dell’ordinanza cautelare del Tar del Lazio che aveva disposto la chiusura della rivendita di generi di monopolio nel gennaio 2017 a tempo indeterminato. E questo metteva “quasi” fine all’attività del ricorrente.

Ed allora si dovrebbe declamare “Mala tempora currunt” per gli operatori del gioco… e non solo quelli degli apparecchi   da intrattenimento, anche quelli del gioco del Lotto hanno le loro problematiche e non sono certamente poche, almeno quella che si è esaminata ora e per la quale molto probabilmente la strada del gioco risulta “sbarrata”. Probabilmente, il settore ludico, tutti i giochi compresi, avrebbero necessità di normative uniformi e nazionali e che non si debba ricorrere a limiti di orari differenziati escogitati da questo o quel Comune per evitare che i “poveri operatori” debbano opporsi e, quindi, poi incorrano in revoche o sospensioni gravissime.

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