NAPOLI – Il buon cibo è da sempre parte della cultura italiana, con la nostra cucina che è una delle più apprezzate in tutto il mondo. Ma mangiar bene è anche una questione di salute, oltre che di gusto: quanto ne sono consapevoli i napoletani? E come si comportano rispetto alle loro scelte alimentari? Su questo argomento si concentra l’ultima indagine dell’Osservatorio Sanità[1] di UniSalute, che insieme a Nomisma ha interrogato gli abitanti del capoluogo campano in merito al loro rapporto col cibo.

La prima notizia è che sempre più napoletani dichiarano di seguire una dieta o un regime alimentare controllato: se nella rilevazione effettuata nel 2021 erano circa quattro su dieci (41%), oggi sono ben il 55%. Questa percentuale è composta però solo per il 23% da chi si è affidato a uno specialista, come un dietologo o un nutrizionista, nonostante il 63% degli intervistati si dichiari interessato a farsi seguire da un professionista dell’alimentazione. Molti optano ancora per il “fai-da-te” o per il consiglio di amici e parenti (20%), mentre nel resto dei casi uno specifico tipo di alimentazione è stato suggerito dal medico di base (5%) o da un personal trainer (6%).

Ma perché seguire una dieta? La motivazione più spesso citata è il sentirsi bene con se stessi (43%), insieme al volersi mantenere in forma e curare il proprio aspetto fisico (43%). In secondo piano, ma comunque importanti, ci sono le questioni legate alla salute: da chi vuole risolvere un problema di sovrappeso o obesità (28%), a chi cerca di fare prevenzione rispetto a malattie e altri disturbi (28%), o anche chi ha dovuto cambiare il proprio regime alimentare dopo aver riscontrato dei valori fuori norma nelle analisi del sangue (25%).

In ogni caso, che sia a dieta o meno, a Napoli quasi un intervistato su due (49%) dice di aver mangiato in modo più sano ed equilibrato nell’ultimo anno, e il 58% ritiene le buone abitudini alimentari un aspetto fondamentale della propria salute. La dieta mediterranea risulta molto diffusa, con il 50% che la indica come lo stile alimentare più simile al proprio. Seguono, a una certa distanza, alimentazioni personalizzate in base alle proprie esigenze specifiche (17%), le diete ipocaloriche (14%) e le diete iperproteiche (10%). Si descrive invece come vegano vegetariano il 5% degli intervistati.

Nonostante i ritmi di vita sempre più frenetici, quasi sette napoletani su dieci (68%) rivelano infine di mangiare cibo cucinato in casa in tutti i pasti o quasi. Circa uno su tre (31%) consuma anche cibi pronti o da riscaldare almeno 2 o 3 volte alla settimana, mentre solo il 20% dichiara di utilizzare almeno 2 o 3 volte a settimana i servizi di takeaway o delivery.

 

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