NAPOLI – “Per essere un buon amministratore, oggi, sono necessarie due cose: competenza e visione. Competenza tecnica perché, sia che si tratti di comuni grandi che di comuni piccoli, bisogna possedere gli strumenti tecnici per esser in grado di indirizzare l’azione della propria amministrazione. Non occorre conoscere tutti i dossier fin da subito; è necessario, tuttavia, saperli leggere e interpretare, insieme con la propria squadra, per poter guidare la propria macchina amministrativa al raggiungimento degli obiettivi del programma di governo con cui si è stati eletti dai cittadini. E poi bisogna avere una visione: non si deve gestire l’ordinario, ma occorre guidare la propria comunità verso una trasformazione, specie in un momento storico come questo, caratterizzato da cambiamenti profondi e repentini in tutti i campi, dall’ambiente al digitale, dal lavoro alle forme sociali. In questo i sindaci devono avere la capacità di interpretare le sensibilità e i bisogni dei propri amministrati ma anche di indirizzarli verso un orizzonte di cambiamento che necessita, quindi, di una visione completamente diversa”.

Così il Sindaco del Comune e della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha tenuto una lezione, trattenendosi a lungo, ai giovani amministratori under 35 che frequentano il Progetto CIVES 2.0, il corso per giovani amministratori locali ideato da Anci Campania.

L’incontro con Manfredi, dal titolo “Vita da Sindaco”, ha previsto anche un momento di confronto, in cui i giovani hanno avuto la possibilità di porre domande al primo cittadino su vari aspetti della sua amministrazione al Comune e alla Città Metropolitana.

Con questo corso – che oggi ha visto, tra il pubblico, anche i Sindaci di Gragnano, Nello D’Auria, e di Afragola, Antonio Pannone, l’Assessore al Turismo del Comune di Napoli, Teresa Armato, e il consigliere comunale di Napoli Luigi Carbone – che ha previsto la selezione di un gruppo di 40 giovani amministratori locali under 35 (sindaci, vicesindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali) e membri del forum dei giovani – l’Anci ha inteso sviluppare un programma il cui fine è rafforzare la cultura dell’impegno civico come dovere e dell’attività pubblica come servizio, oltre alla diffusione dei saperi nelle scuole.

“L’Anci deve continuare – ha concluso Manfredi – a fare il suo lavoro di difesa delle prerogative dei Comuni ma occorre anche che continui la sua opera di formazione dei propri amministratori, elaborando una visione del ruolo degli Enti locali in un Paese nuovo e diverso. Questa funzione assume una valenza ancora maggiore qui al Sud, dove, se andranno in porto i progetti di autonomia differenziati, le amministrazioni comunali dovranno avere quella robustezza e capacità per affrontare tempi complessi che saranno molto diversi da quelli del passato”.

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