NAPOLI – Si chiama “’Anime libere’ – lettere di condannati a morte della Resistenza italiana”, è l’iniziativa verso il 25 aprile per recuperare una memoria collettiva che troppi vorrebbero cancellare. “I fascisti di oggi minacciano di ‘sporcare’ in piazza il 25 aprile. Non dovrà accadere – spiega il senatore Sandro Ruotolo che presta la sua voce – Per noi il 25 aprile è la festa della Liberazione dal nazifascismo. Con Jennà Romano e Lorenzo Cammisa abbiamo realizzato dei video che pubblicheremo da oggi alla vigilia del 25 aprile che ripropongono singole lettere di condannati a morte della Resistenza italiana. Siamo e saremo sempre antifascisti”.

Si comincia con la lettera di Domenico Caporossi Miguel, aveva 17 anni, era iscritto al Partito Comunista Italiano, il 17 febbraio 1945 recatosi a trovare i familiari nella loro abitazione di Ciriè (Torino), fu catturato da elementi della divisione Folgore , incarcerato a Ciriè, torturato per 36 ore consecutive, fucilato senza processo il 21 febbraio 1945 sulla piazza principale di Barbania, Torino da un plotone della divisione Folgore. Con lui Luigi Bettani, Giuseppe Bettas, Luigi Bosa, Arcangelo Capasso, Ernesto Casagrande, Giovanni Modica, Pietro Spedale, Rinaldo Picatti,Vittorio Rolle.

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